S.MARIA C.V. Perché l’appalto dei rifiuti da 200 MILA EURO è in mano ai Sorbo. Il loro uomo di fiducia a capo della società aggiudicataria

4 Febbraio 2026 - 12:15

Torniamo a parlare dell’aggiudicazione, figlia di una determina che, non ce ne vorranno la rup Antonella De Rosa e l’ingegnere Giancarlo D’Aco, è stata un po’ scritta con i piedi e, non a caso, corretta. Ora che è chiaro chi avrà in mano per i prossimi sei mesi il servizio di conferimento e smaltimento dell’umido a Santa Maria è una società riconducibile alla famiglia di Casapulla. Lo scriviamo dopo aver letto il nome del titolare e di dove andranno a finire le buste di monnezza

SANTA MARIA CAPUA VETERE (a.c) – Dopo l’articolo della scorsa settimana in cui avevamo evidenziato alcune incongruenze con la determina pubblicata dal comune di Santa Maria Capua Vetere in merito all’affidamento del servizio riguardo il conferimento e smaltimento dell’umido (clicca e leggi). In particolare, tra i vari errori che abbiamo riconosciuto all’interno del documento, ciò che ci era saltato all’occhio era la poca chiarezza in merito al nome della ditta aggiudicataria, la Ecos Spa, menzionata inizialmente in maniera corretta quando si faceva riferimento alle risposte della manifestazione d’interesse , poi tramutatasi, erroneamente, in Encos nel corpo finale della determina, attraversando una misteriosa “sparizione” nell’elenco della sezione inviti.

Ebbene, qualche giorno fa, il comune del sindaco Antonio Mirra ha, giustamente, corretto la svista compiuta dal RUP Antonella De Rosa e dall’ingegnere Giancarlo D’Aco, definendolo un “mero errore”. Non perché noi di CasertaCe vogliamo essere pignoli, ma alcune piccole cose nel documento originale non ci sono del tuto chiare, come ad esempio l’economia di gara rilevata dal ribasso che si aggirava intorno alla cifra di 1 milione e 700 mila euro, un prezzo che ci sembra spropositato per un semplice appalto da 200 mila euro circa, ma anche qui siamo aperti a chiarimenti da parte del comune del Foro.

Ma ora è tempo di parlare della protagonista del documento e di questo articolo, o meglio dire dei protagonisti: la Ecos Spa, una società che ha sede legale in Via Clanio a Caserta e che vede come responsabile legale la figura di Francesco Passaro. Un nome che fa suonare qualche campanella, in quanto l’abbiamo già trovato in passato in altri documenti amministrativi. Per i lettori più appassionati sarà stato possibile vedere all’interno della determina che abbiamo pubblicato nello scorso articolo che il servizio offerto dalla società di Passaro si serviva, in maniera successiva alla raccolta, del complesso di smaltimento della Società Gesia Spa, con sede a Pastorano.

La Gesia, come si sa, è uno storico operatore nel settore dello smaltimento dei rifiuti e fa capo alla famiglia Sorbo, in particolare a Luciano “Luca” Sorbo, imprenditore originario di Casapulla.

In passato protagonista di alcune vicende giudiziarie, nel 2018 fu colpito di un sequestro preventivo da parte del Gip della stessa città per aver gonfiato il prezzo dei rifiuti smaltiti, prelevati dalle città di Vitulazio e Bellona, in modo da aumentarne la differenza tra il valore effettivo e quello dichiarato, lucrando su di esso una cifra intorno ai 400 mila euro, posti poi, ovviamente, sotto sequestro. Il tutto successivamente dissequestrato. Nella stessa vicenda Sorbo ricevette anche un’ordinanza cautelare che lo vedeva costretto agli arresti domiciliari, poi revocata. Nel 2023, invece, proprio l’impianto storico di Pastorano fu colpito da un incendio.

Per citare altri discussi casi della famiglia Sorbo, anche se non ci sembra il caso di trasformare questo articolo in un’enciclopedia sulle vicende dell’imprenditore vi lasciamo un’ulteriore link (clicca e leggi), questo abbastanza importante per il caso odierno, da cui si possono capire molti altri casi intorno al colosso della famiglia di Luciano, detto Luca, Sorbo.

Quest’ultimo che vi abbiamo accennato riguardava, sinteticamente, l’abbandono di Gesia del servizio di smaltimento rifiuti del comune di Caserta, che scelse, con un documento a firma dell’ex dirigente Marcello Iovino, al posto dell’impianto dei Sorbo la Sorgeko, che aveva la sede operativa uguale a quella di Gesia. Se questa storia vi può sembrare paradossale e antitetica vi invitiamo a recuperare la vicenda tramite il collegamento che abbiamo fatto poc’anzi per ottenere un quadro completo di maggiore chiarezza per quel che, allora, portava la data di gennaio 2021.

Ma, infine, questo cosa c’entra ora? Ad inizio articolo abbiamo menzionato la Ecos e, soprattutto la figura di Passaro, stesso responsabile legale di quella che al tempo era la Sorgeko Srl. La figura di Francesco Passaro è storicamente connessa alla famiglia Sorbo. E’ stato, come detto, amministratore unico di Sorgeko, lo è stato anche della Gesia, così come della Esogest, ovvero l’impresa al centro dell’indagine, poi divenuta un processo, forse ancora in corso, sui roghi di Bellona, per il quale furono rinviati a giudizio sia Passaro, sia Luca Sorbo.

Quindi, alla fine del nostro sillogismo aristotelico, considerando che Passaro è l’uomo di fiducia, messo a capo di molte società dalla famiglia Sorbo, che la Encos, scelta dal comune di Santa Maria, ha lo stesso Passaro come legale rappresentante e che questa ditta ha scelto di conferire l’umido nell’impianto Gesia, potremmo concludere che lo smaltimento dell’umido del comune di Santa Maria Capua Vetere è a tutti gli effetti in mano ai Sorbo. Qualora ci fossero aggiornamenti, o ulteriori chiarimenti dal comune della città del Foro, saremo pronti a tornare sulla vicenda.