L’INTERVENTO. Salvate il pulcino Ryan. Due assessori regionali varano un gabinetto di guerra, ma la tutela del mondo animale è un’altra cosa

7 Aprile 2026 - 12:29

Un solenne comunicato stampa congiunto per annunciare che i pulcini regalati a un asilo nido sono stati presi in custodia dai Servizi Veterinari di un’ASL, sotto lo stretto controllo dell’Istituto Zooprofilattico. Con tutto il rispetto per questa specie, che finirà immancabilmente su un banco frigorifero di una macelleria, ci si aspetterebbe ben altro su questi temi — e su molti altri — dalla giunta guidata da Roberto Fico

di Geo Nocchetti

“Sono stati immediatamente richiamati e presi in carico dai Servizi veterinari della Regione Campania i pulcini regalati agli alunni di una scuola dell’infanzia paritaria di Giugliano in Campania. Saranno sottoposti a controllo sanitario e destinati a strutture idonee, individuate per garantirne adeguate condizioni di benessere. Su impulso dell’assessora alla Tutela degli animali e alle Politiche giovanili, Fiorella Zabatta, e dell’assessore alle Politiche sociali e alla Scuola, Andrea Morniroli, è stato prontamente attivato dalla Regione un raccordo con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e con i Servizi veterinari delle ASL competenti, per effettuare tutte le verifiche del caso, accertare eventuali responsabilità e favorire il benessere animale”.

È un passaggio del comunicato diffuso congiuntamente dagli assessori Fiorella Zabatta, che tra le tante deleghe ha anche quella per il benessere animale, e dal suo collega Andrea Morniroli, assessore all’assistenza pubblica. In tempi così bui, di guerre e massacri, la notizia del salvataggio di tanti pulcini, oltre a rassicurare le loro mamme-chiocce, apre prospettive inedite ed enormi per l’azione regionale nel nostro martoriato territorio. D’ora in poi non passeranno inosservate le alici criminalmente destinate alle fritture casalinghe e immaginiamo che, a bordo di un gommone preso a prestito da una delle tante flottiglie, i due assessori, nella notte, arrembino le paranze dei pescatori per tagliare le reti e liberare le povere creature destinate a essere fritte, senza nemmeno un regolare processo garantito persino agli assassini più spietati negli Stati dove vige ancora la pena di morte.

Ovviamente assalteranno il bioparco di Napoli, armati di flex, per segare le sbarre delle gabbie che “imprigionano” i poveri animali che, senza i tanti bioparchi e le riserve del mondo, sarebbero già estinti. Un altro classico è il sit-in, con immancabile megafono, dinanzi agli ultimi circhi sopravvissuti al progresso dell’intrattenimento e della tecnologia al servizio dello stesso.

Chi scrive si occupa di benessere animale sin dalla lontanissima età di 14 anni, salvando randagi e crescendo poi, fino a oggi, in compagnia di cani di ogni taglia e razza insieme ai propri figli. Chi scrive si occupa da oltre quarant’anni di maltrattamenti nei confronti degli animali e, se i due assessori non fossero imprigionati dalle loro certezze tetragone, forse accetterebbero qualche indicazione, riflessione e persino un consiglio su come e dove combattere la crudeltà sugli animali.

Il luogo comune, la presa di posizione superficiale e populista regalano qualche momento di euforia giustizialista a chi li pratica, ma non contribuiscono a risolvere il problema, che è molto più grande dei poveri pulcini impropriamente regalati ai bambini. Fenomeno che, per chi — come chi scrive — è vissuto in una provincia agricola, resta una nefasta tradizione portata avanti a ogni fiera o mercatino che dir si voglia.

Detto questo, il rapporto tra uomo e animale appartiene a due scienze ben definite: l’etologia e la psicologia. E, pur avendo letto e ascoltato molto di entrambe le discipline scientifiche, non mi avventuro, in un semplice articolo, a sciogliere nodi che, dall’origine dell’uomo ai giorni nostri, restano ancora saldamente inestricabili.

Mi fa sorridere — e voglio essere buono in questo periodo pasquale — il passaggio che comunica l’affidamento a strutture che garantiranno il benessere dei poveri pulcini, che, salvo eccezioni, ritroveremo sugli scaffali dei supermercati e delle macellerie. Altro obiettivo che segnaliamo ai paladini “del mondo animale”.

Certo, un po’ di sgomento, in chi scrive, resta — e non solo per i poveri pulcini. In una regione dove le emergenze ambientali, occupazionali e criminali, e ci fermiamo qui, sono tante e impellenti, sapere che due assessori hanno impiegato parte del loro tempo ad assicurare il benessere di qualche pulcino è una spia preoccupante di come questa nuova compagine politica intenda amministrare la nostra regione.

Che, per carità, deve tutelare tutti, pulcini compresi, ma anche indicare con chiarezza, attraverso fatti e atti, ciò che si promette di realizzare e le priorità che si intendono affrontare e risolvere. Demagogia, luogo comune e rivoluzioni da tastiera non portano da nessuna parte e non serviranno a garantire il benessere dei campani, animali e non.