Poliziotti casertani accusati di aver picchiato un detenuto. Condannati in Appello: ma la Cassazione dice “no”

10 Aprile 2026 - 17:20

CASERTA – La Corte di Cassazione ha annullato le condanne nei confronti di dieci agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa di Reclusione di San Gimignano, accusati di aver sottoposto a torture e lesioni personali un detenuto l’11 ottobre 2018. I giudici della Suprema Corte hanno accolto i ricorsi degli imputati, annullando entrambi i capi di imputazione con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Firenze.

La vicenda risale all’11 ottobre 2018, quando il detenuto, all’epoca in regime di isolamento, fu trasferito da una cella all’altra. Secondo la ricostruzione della Procura, approdata in primo grado al Tribunale di Siena e confermata dalla Corte d’Appello di Firenze il 3 aprile 2025, quindici agenti si sarebbero riuniti volontariamente nel reparto isolamento, avrebbero indossato guanti di lattice e si sarebbero diretti alla cella del detenuto. I fatti contestati includono pugni, calci, minacce (“Figlio di puttana”, “Ti ammazzo”), il trascinamento del detenuto privo dei pantaloni e l’abbandono nella nuova cella senza coperte e materasso.

La Corte d’Appello di Firenze, nella sentenza del 3 aprile 2025, aveva confermato le condanne emesse in primo grado dal Gup del Tribunale di Siena, riducendo lievemente le pene: Antonio Palmieri, originario di Caserta, era stato condannato a 2 anni, 8 mesi e 20 giorni; Gaetano Crescimone, Giovanni Roberto, Carmelo Bartolone, Mario Cesario, Vincenzo Di Ronza (originario di Caserta), Giuseppe Talamanca e Maurizio Crispino (originario di Caserta) a 2 anni e 6 mesi; Carlo Mottola (originario di Villaricca ma residente a Lusciano) e Fabiano Mugnaini a 2 anni, 3 mesi e 20 giorni.

La difesa degli imputati è stata affidata a un pool di avvocati. In particolare, l’avvocato Manfredi Biotti, del Foro di Siena, ha assistito Gaetano Crescimone, Antonio Palmieri, Giovanni Roberto, Carmelo Bartolone, Mario Cesario e Giuseppe Talamanca. L’avvocato Stefano Cipriani, del Foro di Siena, ha difeso Fabiano Mugnaini. L’avvocato Eriberto Rosso, del Foro di Firenze, sostituito per delega orale dall’avvocato Stefano Cipriani, ha assistito Vincenzo Di Ronza e Maurizio Crispino. L’avvocato Michele Cantelli, del Foro di Aversa Napoli Nord, ha difeso Carlo Mottola. La Cassazione ha ora annullato integralmente quella sentenza, disponendo il rinvio degli atti ad altra sezione della Corte d’Appello di Firenze per un nuovo esame del processo.