Scontro durissimo tra un infermiere della Fials, di Salvatore Stabile e un equipaggio del 118 sulle condizioni del papà del primo. Poi interviene Mannella e …
14 Aprile 2026 - 16:01
Se si può comprendere un primo “scazzo” dopo il malore del genitore, ingiustificabile arroganza è l’aver telefonato senza alcun titolo, al direttore dell’unità operativa complessa dell’emergenza. Equipaggio 118 offeso anche perchè gli esami clinici hanno poi dimostrato che la loro diagnosi sull’uomo soccorso era assolutamente esatta
CASTEL VOLTURNO/AVERSA – Complicato dare immediatamente un giudizio sui fatti, molto gravi, verificatisi l’altro giorno in occasione dell’intervento di un’ambulanza del 118 presso l’abitazione del papà di un infermiere, G.M., in servizio in uno dei reparti dell’ospedale “Moscati” di Aversa.
Da una parte, infatti, bisogna considerare un malore in atto del genitore di questo infermiere, peraltro già in passato colpito da un ictus; dall’altra, il lavoro di prognosi, seriamente già accertata, da parte del personale medico e dei colleghi operanti a bordo dell’ambulanza del 118 accorsa sul posto.
L’infermiere dell’ospedale Moscati di Aversa, uno dei molti iscritti al sindacato Fials, quello di Salvatore Stabile per intenderci, avrebbe dovuto avere cognizione del lavoro svolto dagli operatori del 118, non reiterando la sua insistenza affinché suo padre fosse ricoverato in un reparto stroke.
Il paziente, al cospetto del medico e delle infermiere del servizio d’emergenza, era – secondo il rapporto ufficiale depositato in centrale operativa – “cosciente, collaborante, responsivo alle domande e con motilità conservata a tutti e quattro gli arti. Alla valutazione clinica effettuata sul posto non si riscontravano criteri per l’attivazione della rete stroke”.
Certo, un padre è sempre un padre e G.M. non ha voluto sentire ragioni. Sempre secondo i colleghi dell’ambulanza, contestava tale decisione, opponendosi al trasporto presso Pineta Grande e assumendo un atteggiamento arrogante e denigratorio nei confronti dell’equipaggio, in quanto non veniva accolta la sua richiesta. Successivamente contattava direttamente la centrale operativa, insistendo per il trasporto presso il Pronto Soccorso di Aversa e mantenendo un comportamento inappropriato, arrogante, scostumato e denigratorio anche nei confronti dell’operatore di centrale.
Fino a questo punto della storia, pur essendo il comportamento dell’infermiere discutibile, non si è potuto non considerare la sua tensione per il malore del genitore. Da questo momento in poi, quello che ha fatto non è più giustificabile e appartiene a un costume “di razza padrona”, come spesso è capitato di constatare nei racconti riguardanti iscritti e dirigenti di Fials.
Ha chiamato al telefono il dirigente del 118 Mannella, pretendendo di fare nomi e cognomi dei componenti dell’equipaggio dell’ambulanza al primario.
Alla fine questo atteggiamento è stato premiato. Il dirigente Mannella, forse nel dubbio, ha disposto l’attivazione della rete stroke e la successiva valutazione escludeva indicazioni al protocollo stroke, configurando il quadro come episodio sincopale con rilascio sfinterico.
La diagnosi del Pronto Soccorso di Aversa ha confermato quanto sostenuto dal 118: episodio sincopale con rilascio sfinterico e ipoastenia all’arto superiore destro.
Francamente un trattamento immeritato e poco rispettoso della professionalità dei componenti dell’equipaggio del 118 di Castel Volturno. Da anni scriviamo che Fials esprime una mentalità che nulla ha a che vedere con la corretta dialettica tra aziende e rappresentanze dei lavoratori. Non sappiamo se ci saranno degli strascichi, ma l’episodio è da condannare.
