ASI CASERTA. Cancellati i due soci “inventati” dalla Pignetti che dal 3 aprile, secondo noi, non è più presidente
20 Aprile 2026 - 16:46
CASERTA – All’esito della sentenza del TAR che ha respinto, accogliendo sostanzialmente le tesi degli avvocati della Regione Campania, la richiesta di sospensiva avanzata dalla presidente Raffaela Pignetti affinché fosse revocata la delibera di giunta che nominava un commissario ad acta per eliminare dall’assemblea del consiglio generale quelli che da un anno a questa parte CasertaCe definisce “autentici UFO”.
Parliamo della Fondazione ASI, presieduta incredibilmente dalla stessa Pignetti, che unisce questa carica a quella di presidente del Consorzio, e la non meglio precisata società consortile Coplus, con sede a Palermo.
Per cui la delibera della Regione è tornata pienamente operativa e conseguentemente Alfonso Bonavita, dirigente regionale, è tornato in carica e chiudendo la partita dei due UFO, trovando quindi già preparata la procedura, richiesta dalla regione al dirigente Pietro Santonastaso, comprese le controdeduzioni dei due soggetti che, secondo la legge regionale e lo statuto consortile, non potevano stare all’interno del Consiglio generale Asi, come noi scriviamo da anni.
Il commissario ad acta ha firmato due decreti, uno dedicato all’estromissione della Fondazione ASI, nell’altro ha fatto stesso per il consorzio Coplus. Nella prossima seduta della giunta regionale della Campania, prevista in 48/72 ore, i poteri di Bonavita saranno estesi perché, come scritto da giorni, la presidente Pignetti, pur rimanendo abbarbicata alla poltrona, ha utilizzato il suo ruolo, la nomenclatura in maniera illegittima, dato che lo scorso 3 aprile sono scaduti i 45 giorni di proroga, ovvero il limite massimo previsto dalla legge.
Dodici anni e 45 giorni, facendo precipitare l’ASI di Caserta in una condizione tragicomica, da operetta, purtroppo, però, lautamente allestita con milioni di euro di soldi pubblici, letteralmente scialacquati e con un caso, ahinoi dobbiamo citarci, che resterà unico nella storia degli enti pubblici italiani: oltre 100.000 euro dispensati ad avvocati esterni, a studi soprattutto romani per finanziare la grandinata di querele e citazioni in danni contro questo giornale e chi lo dirige, al solo scopo – ovviamente non raggiunto – di tappargli la bocca, in modo che non denunciasse più la malagestio dell’ASI. Aspettiamo, dunque, il provvedimento della regione e vedremo cosa succede.
