SOLITA VERGOGNA: dopo un incidente stradale, il ferito rimane per più di due ore in auto ad aspettare un’ambulanza che arriva a S.Maria C.V. da Caianello-Piedimonte. In quanti muoiono?
22 Aprile 2026 - 19:31
Ecco perché definimmo “assassini” De Luca e Postiglione. Lo facemmo dopo aver denunciato, per l’ennesima volta, situazioni di questo tipo. Ora Fico cerchi di individuare una soluzione al problema dell’imbarellamento e dello sbarellamento, che paralizza decine di ambulanze per ore davanti ai Pronto Soccorso. Qualche proposta valida sembra esserci: ne scriveremo nei prossimi giorni
S.MARIA C.V. (G.G.) – Noi non possiamo definire “assassino” il neogovernatore Roberto Fico, così come abbiamo fatto provocatoriamente, ma con pieno fondamento, con il suo predecessore Vincenzo De Luca. Non possiamo farlo perché Fico si è insediato da poco e, trattenendo la delega alla Sanità, ha dichiarato di voler comprendere quali siano i problemi, almeno quelli più gravi, che affliggono questo settore fondamentale del welfare universale.
Quando usammo quell’epiteto nei confronti di De Luca, avevamo già superato abbondantemente la doppia cifra di articoli in cui denunciavamo l’ingorgo e la paralisi di decine di ambulanze del 118, costrette a sostare per ore davanti ai Pronto Soccorso degli ospedali casertani, a partire da quello civile e proseguendo con i presidi sanitari targati Asl. Decine di ambulanze che lasciavano scoperto il territorio e i servizi di emergenza e che, con ogni probabilità, hanno contribuito a causare decessi: una situazione del genere non poteva che portare a conseguenze drammatiche, con pazienti da soccorrere urgentemente — spesso in condizioni di vita o di morte — lasciati senza assistenza. Nessuno può sostenere che un contesto simile non possa condurre anche a esiti fatali.
Per questo, allo scopo di scuotere il governatore De Luca, per anni commissario della sanità regionale con l’obiettivo del rientro dall’enorme debito accumulato dagli anni ’90 in poi, decidemmo di utilizzare la parola “assassini” nei confronti suoi e dell’allora direttore generale del Dipartimento Sanità della Regione, Antonio Postiglione.
De Luca, che non ha mai vissuto le sue funzioni di governo come strumenti realmente al servizio dei cittadini e del bene comune, ma piuttosto come espressione della propria vanità, reagì nel modo tipico di chi esercita il potere in maniera autoreferenziale: partì una querela che Casertace, proseguendo nella sua provocazione, ritenne più vicina al reato di lesa maestà che a quello di diffamazione a mezzo stampa.
Il problema, però, è rimasto irrisolto e c’è ancora chi continua a morire o a rischiare la vita. È il caso di S.S., di Santa Maria Capua Vetere, rimasto per ben due ore — sì, due ore — ferito nella sua auto dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale in via Napoli (CLICCA QUI PER LEGGERE LA DINAMICA). Mettiamo il caso che quest’uomo fosse stato in pericolo di vita e che spostarlo con mezzi di fortuna, per trasportarlo comunque in ospedale, avesse comportato il rischio di una lesione alla colonna vertebrale: cosa sarebbe accaduto?
Paraplegico o morto. Sapete da dove è arrivata l’ambulanza del 118? Da Piedimonte Matese, dove si trovava — peraltro clamorosamente fuori zona — quella di stanza a Caianello. Dunque: Caianello, Piedimonte Matese, Santa Maria Capua Vetere. Ora noi chiediamo a Roberto Fico e al facente funzioni del Dipartimento della Sanità, Ugo Trama: si può andare avanti così?
Anche stamattina c’erano decine di ambulanze del 118 ferme davanti all’ospedale di Caserta e alla clinica Pineta Grande. Ferme perché, di fronte al congestionamento dei Pronto Soccorso, si pone anche una questione di natura giuridica. Quando un paziente è ancora sulla barella del 118, la responsabilità delle sue condizioni resta in capo al personale del servizio di emergenza, anche una volta entrato nell’area del Pronto Soccorso. Il cosiddetto “sbarellamento”, invece, comporta la presa in carico e la responsabilità giuridica da parte del personale del Pronto Soccorso che, di fronte alle difficoltà di gestione del flusso dei pazienti, spesso si oppone, arrivando anche a scontrarsi con i colleghi del 118. Il risultato è che il paziente resta sulla barella dell’ambulanza, determinando il blocco di quel mezzo e aggravando ulteriormente la paralisi del sistema.
Avete capito il problema? Non sappiamo più come spiegarlo ai responsabili della Regione. Pare che qualche soluzione stia emergendo: ne parleremo nei prossimi giorni. Il punto, però, è uno solo: bisogna intervenire subito.
