CAMORRA & CASH. La costruzione di un supermercato Eurospin: ecco il modo trovato dagli uomini di Zagaria per fare soldi. E sull’imprenditore Diana “Cicciolina”: “questo denuncia le estorsioni”
26 Aprile 2026 - 13:30
Gli interlocutori fanno riferimento esplicito alla necessità di reperire liquidità, soprattutto in vista delle festività natalizie, periodo strategico, insieme a Pasqua e Ferragosto, durante il quale le casse del clan vengono tradizionalmente rimpinguate per garantire il sostentamento degli affiliati
CASAPESENNA – Proseguendo nella lettura dell’ordinanza firmata dal GIP del Tribunale di Napoli, Fabio Provvisier, che lo scorso 30 marzo ha portato all’arresto di 23 esponenti del Clan dei Casalesi, tra i quali Carmine Zagaria e Antonio Zagaria, fratelli del boss Michele Zagaria, insieme al nipote Filippo Capaldo, emergono ulteriori elementi investigativi di rilievo in merito alle estorsioni del clan.
Il giudice,in particolare, si sofferma su una conversazione intercettata il 7 novembre 2022 all’interno della “Li.Ca. Rent”: protagonisti del dialogo sono Carlo Bianco e Nicola Pezzella. Nel corso dell’incontro, Pezzella chiede conferma a Bianco circa l’attenzione delle forze dell’ordine, indicate come “la borghese”, nei suoi confronti, notizia che gli sarebbe stata riferita tramite Salvatore Piazza. La conversazione si sposta poi su attività economiche e progetti in corso, evidenziando un quadro di interessi che spazia da lavori pubblici a iniziative commerciali.
Tra i temi affrontati, spicca quello relativo ai lavori di rifacimento dei marciapiedi a Casapesenna, affidati all’imprenditore Antonio Diana detto Cicciolina. Bianco sottolinea la presunta inaffidabilità dell’imprenditore, ritenuto incline a denunciare eventuali richieste estorsive. Un passaggio che, secondo il GIP, mette in luce le difficoltà incontrate dal gruppo nell’approcciare imprenditori considerati “non controllabili”, anche a causa della crescente propensione alla collaborazione con le autorità.
Ulteriore focus riguarda la costruzione di un supermercato a Frignano, inizialmente indicato come Lidl ma in realtà riconducibile al marchio Eurospin. Anche in questo caso, gli interlocutori esprimono perplessità sugli imprenditori coinvolti, ritenuti poco affidabili. Vengono citati soggetti già avvicinati dal gruppo, tra cui un certo “Capocchione” e la famiglia Iorio, già emersa in diversi procedimenti penali. Le indagini hanno consentito di identificare la società proprietaria dell’area, la Pagano Immobiliare Srl, che ha ceduto il terreno alla Eurospin Lazio S.p.a. per oltre 2,6 milioni di euro. La realizzazione dell’opera è stata affidata alla P. & P. Costruzioni srl, riconducibile a soggetti legati alla stessa compagine familiare.
Secondo il GIP, la conversazione rappresenta un elemento di “innegabile valore probatorio”, evidenziando una progettualità ampia e strutturata. Gli interlocutori fanno riferimento esplicito alla necessità di reperire liquidità, soprattutto in vista delle festività natalizie, periodo strategico, insieme a Pasqua e Ferragosto, durante il quale le casse del clan vengono tradizionalmente rimpinguate per garantire il sostentamento degli affiliati.
Un quadro che, secondo l’impostazione accusatoria, conferma la persistenza di un sistema organizzato capace di infiltrarsi nel tessuto economico locale, tra appalti, attività commerciali e pressioni sugli imprenditori.
