AVERSA. Marco Villano piomba (o arriva correttamente?) all’ospedale Moscati. Primari precettati da Luciano Fattore. Ecco la nostra linea di demarcazione
28 Aprile 2026 - 19:50
Abbiamo assorbito solamente il punto di vista di chi si è mostrato infastidito. I primari sarebbero stati chiamati insistentemente durante il loro orario di lavoro e in pratica costretti a raggiungere precipitosamente i locali della direzione. Ma questa è solo la lettura di chi ha mostrato il pollice verso rispetto a questa iniziativa. Sarebbe interessante ascoltare anche quello del cardiologo Fattore che in questi giorni sta sostituendo nella direzione la Fornasier in malattia
AVERSA – (g.g.) Non tutti hanno accolto con favore l’organizzazione dell’incontro, svoltosi ieri, lunedì alle 11:00, all’interno dell’ospedale Moscati di Aversa, tra i maggiorenti di questo nosocomio e il neo consigliere regionale del partito democratico, Marco Villano. Abbiamo colto sensi di fastidio soprattutto in qualcuno dei primari, sentitosi, in pratica, precettato.
In questi casi, però, abbiamo imparato, per esperienza che la ricerca di un resoconto il più possibile imparziale di un fatto ha la necessità di non appoggiarsi esclusivamente ai punti di vista avversi perché questi possono anche essere determinati da fattori politici, dal fatto che chi esprime un senso di fastidio si senta legato, nel caso specifico, ma sarebbe esattamente la stessa cosa in caso contrario, al centrodestra e dunque a un’area politica antagonista rispetto a quella in cui milita Marco Villano. Per cui, non arriveremo a conclusioni che, per questo motivo, sarebbero affrettate. Ma una linea la vogliamo comunque tracciare rispetto al terreno di agibilità di un incontro tra un rappresentante della politica e alti e medi dirigenti di una struttura sanitaria pubblica.
Va detto che Marco Villano, oltre ad essere un rappresentante del partito democratico è anche un consigliere regionale che, in quanto tale, almeno sulla carta, contribuisce in maniera notevole alla formazione degli indirizzi di governo della giunta capitanata dal governatore Roberto Fico, appartenendo alla maggioranza che questa amministrazione sostiene, tiene e terrà in vita.
La regione Campania come tutti gli altri governi regionali d’Italia, ha competenze fondamentali nell’attivazione e nel funzionamento dei servizi sanitari. Per cui, che un consigliere regionale possa chiedere alla dirigenza di un presidio ospedaliero appartenente ad un’ASL di organizzare un incontro con i primari o con altri dipendenti non è un fatto certo scandaloso. Ci può stare, anzi ci sta. Detto questo però occorre che l’incontro sia debitamente organizzato per tempo in modo da avvertire tutti coloro che intendono parteciparvi per consentirgli di organizzare la propria attività all’interno dei reparti per evitare disservizi e, perché no, anche per valutare, riflettere sull’opportunità e anche sulla propria volontà di essere presenti, cioè di partecipare fisicamente all’iniziativa.
Ora, ripetiamo, noi abbiamo assorbito solamente qualche punto di vista esposto da chi si è ritenuto infastidito dall’evento, al quale ha partecipato anche l’ex consigliere comunale di Aversa Mariano Scuotri che non sappiamo se abbia accompagnato Villano estemporaneamente o se, invece, ne sia diventato collaboratore diretto, segretario personale. Per le persone che hanno compulsato CasertaCe i primari si sarebbero sentiti convocati e non invitati con telefonate messaggi arrivati improvvisamente durante il loro orario di lavoro. Molto attivo al riguardo si sarebbe dimostrato il cardiologo Luciano Fattore, in questi giorni sostituto della dirigente Stefania Fornasier assente per malattia.
Fattore avrebbe anche mostrato una certa insistenza considerata da qualcuno anche pedanteria affinchè i primari raggiungessero velocemente la stanza della direzione dell’ospedale orfana, come detto, della dirigente Fornasier.
Se le cose sono andate in questa maniera Fattore ha sbagliato e ha sbagliato di grosso. E anche a Villano va mosso qualche rilievo critico, perché esiste un solo modo di organizzare un incontro che o è istituzionale legato dunque alla funzione che un consigliere regionale svolge rispetto agli indirizzi che può dare in tema di politica sanitaria, oppure, semplicemente non è.
Il modo, l’unico possibile a nostro avviso, come abbiamo scritto all’inizio, è quello di organizzare per tempo, avvertire formalmente, ufficialmente prima di tutto la direzione generale e quella sanitaria dell’Asl sotto la cui egida un presidio ospedaliero sviluppa la propria attività, successivamente attendere che sia il direttore generale dell’Asl a fornire il proprio okay oppure a dare il via libera affinchè il rappresentante istituzionale, nel caso specifico il consigliere regionale Marco Villano, possa contattare direttamente lui stesso la direzione del presidio ospedaliero, ancora una volta in questo caso quella del Moscati di Aversa.
Questa è la nostra linea di demarcazione, questo è il punto di discrimine tra un modo corretto di sviluppare la propria carica istituzionale e un modo non corretto che finirebbe per evocare intenzioni di tipo clientelare. Come sono andate veramente le cose? Sarebbe utile, a riguardo, se il dottor Luciano Fattore facesse conoscere a CasertaCe la sua versione dei fatti.
