Cyber-sicurezza e protezione dei dati: la sfida del territorio contro le truffe online è ancora aperta
4 Maggio 2026 - 14:14
Una guida pratica per difendersi dalle truffe più diffuse nel casertano
Negli ultimi anni nel territorio di Caserta e provincia sono state diverse le indagini che hanno portato alla luce truffe informatiche di vario tipo: da quelle cosiddette “romantiche” a quelle che vedono il coinvolgimento di clan camorristici.
Al riguardo l’episodio più recente risale a marzo 2026 e ha visto lo smantellamento di una vera e propria organizzazione criminale. Sarebbero state messe a segno 38 truffe per un ammontare complessivo di 800.000 euro. La scoperta è stata condotta dai militari del nucleo speciale di polizia valutaria, in sinergia con i comandi provinciali di Caserta e Milano e la direzione distrettuale antimafia di Napoli e Caserta.
Le indagini hanno rivelato che i criminali si servivano di email, sms, telefonate fraudolente, e persino la clonazione di SIM telefoniche, per accedere ai conti bancari delle vittime. È stato anche accertato che gran parte del denaro sottratto era destinato alle casse del clan dei casalesi.
Dinanzi a questo scenario si può affermare con cognizione di causa che la cyber-criminalità oggi spesso si traduce in una nuova forma di business per le mafie. Pertanto risulta di grande interesse lo studio presentato dalla
Federazione Autonoma Bancari Italiani qualche anno fa, in occasione di un convegno dedicato alla difesa dalle truffe digitali. L’analisi attesta che nel triennio 2022-2024 in Italia le truffe online hanno arrecato danni per oltre 559 milioni di euro. Si aggiunge poi che la Campania è risultata essere la terza regione più colpita.
Le vittime, spesso anziani o soggetti fragili, vengono tratte in inganno da frodi di vario tipo. Tra le più comuni c’è lo spoofing, la tecnica che consente al truffatore di interagire con il malcapitato assumendo un’identità diversa. Possono camuffare il numero di cellulare o l’indirizzo email, fingendo di essere un ente bancario o una realtà riconosciuta. Inoltre, accade di frequente che i truffatori facciano leva proprio sulla paura dell’interlocutore per estorcere denaro. Lo incitano ad agire rapidamente con messaggi che creano allarmismo.
Per smascherarli occorre, in primo luogo, considerare che gli enti creditizi non chiedono mai dati sensibili o codici e password a distanza. È sempre opportuno poi verificare che il numero da cui parte la chiamata corrisponda esattamente a quello presente sui canali ufficiali. Nel dubbio è meglio contattare quest’ultimo prima di accettare eventuali proposte. Anche riagganciare e poi richiamare il numero del mittente è un test valido, poiché lo spoofing si attiva solo per le chiamate in entrata.
Per quanto riguarda la posta elettronica, invece, oggi siamo chiamati a fare i conti con truffe sempre più sofisticate. I criminali digitali sono in grado di registrare indirizzi quasi identici a quelli presenti nel nostro database. È opportuno osservarli attentamente e occorre la stessa premura per gli allegati inattesi. Meglio non scaricare né aprire file sospetti, in particolare quelli che presentano estensioni come exe o zip. In tal caso è consigliabile contattare quello che pensiamo essere il presunto mittente, per accertarci che la mail sia davvero partita da lì.
Essere scrupolosi ripaga anche in fase di navigazione in rete, perché effettuare poche e semplici verifiche ci aiuta a distinguere portali sicuri da altri che non lo sono. Il primo mito da sfatare su questo fronte riguarda, però, l’idea che sia possibile incorrere in problemi solo laddove ci si ritrovi ad acquistare o effettuare azioni online. Le nuove tecnologie hanno portato anche alla diffusione di attacchi di tipo drive-by download, cioè minacce che si attivano senza la necessità di click o download di alcun tipo, sfruttando la vulnerabilità di siti apparentemente innocui.
Ecco perché è importante affidarsi sempre sia per gli acquisti che per la navigazione a portali sicuri, con connessione protetta e che operano nel rispetto della legalità. I siti devono essere in linea con le attuali normative di sicurezza con software aggiornati e componenti integri.
Prima di acquistare un prodotto online, allora, verifichiamo i dati societari, la presenza di una sede legale, la Partita IVA e che vi siano contratti di compravendita chiari. Risulta utile controllare anche che vi sia l’iscrizione nel Registro delle Imprese, consultabile tramite la Camera di Commercio.
Inoltre molti settori hanno standard ancora più stringenti. Nel mondo del gaming online, i casino che operano legalmente devono esporre il numero di concessione rilasciato loro dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli per garantire la protezione delle risorse e della privacy. Un meccanismo di verifica affine avviene con le farmacie che vendono in rete, le quali hanno l’obbligo di mostrare il logo rilasciato dal Ministero per certificare di essere autorizzate all’esercizio commerciale.
In definitiva, oggi la sfida del territorio alla cybercriminalità è più aperta che mai, ma le chance di ottenere risultati concreti non dipendono solo dalle forze dell’ordine. Entra in gioco la volontà dei cittadini di denunciare ed acquisire le competenze necessarie per ridurne l’impatto. In un mondo digitale sempre più insidioso, insomma, il miglior antivirus resta la cautela.
