“Sei indagato per pedopornografia”: nuova truffa dietro la finta mail della Polizia. Chiedono soldi per evitare l’arresto
10 Maggio 2026 - 15:30
Fare attenzione ai mittenti e osservare con cura gli elementi presenti nel testo può però aiutare a smascherare la truffa
CASERTA – Negli ultimi giorni sta circolando una nuova truffa via email che sfrutta il nome della Polizia di Stato italiana per risultare credibile. Il messaggio si presenta come una comunicazione ufficiale, apparentemente firmata dal capo della Polizia, Vittorio Pisani, e informa il destinatario dell’apertura di un presunto procedimento giudiziario legato a visite a siti illegali.
Il tono è volutamente allarmante: si cerca di mettere pressione chiedendo una risposta immediata per fornire spiegazioni. In realtà, si tratta di un tentativo di phishing, con l’obiettivo di ottenere informazioni personali o soldi approfittando della paura.
Il messaggio informa il destinatario di un presunto coinvolgimento in indagini penali legate alla consultazione di materiale illecito online, in particolare contenuti pedopornografici. Una contestazione grave, che nelle intenzioni dei malintenzionati dovrebbe mettere in allarme l’utente e spingere a reagire d’impulso. La mail chiede infatti di fornire giustificazioni per via telematica, ma dopo questo primo contatto al cittadino viene chiesto di inviare una somma di denaro come pratica standard per “interrompere le indagini” o regolarizzare la propria posizione giudiziaria. Tutto deve essere fatto entro 72 ore, altrimenti il cittadino rischia di incorrere in pene molto severe. In realtà la scadenza serve per imporre una deadline limitata e ottenere un pagamento rapido, senza lasciare troppo tempo per eventuali verifiche da parte della vittima.
Le autorità hanno chiarito che comunicazioni di questo tipo non vengono mai inviate tramite email. Nessun procedimento giudiziario viene notificato in questo modo, né viene chiesto di rispondere via posta elettronica.
Il consiglio è semplice: ignorare il messaggio, non cliccare su link o allegati e cancellarlo subito. Se qualcosa non convince, è meglio verificare direttamente attraverso i canali ufficiali o contattare le forze dell’ordine

