SOLDI & RIFIUTI. Che colpo di Alberto Di Nardi e moglie in un altro comune di Zannini. Ecco come un “contrattino” da 90 MILA EURO si trasforma in appalto da quasi MEZZO MILIONE DI EURO

10 Maggio 2026 - 17:30

Ancora una volta non ci esentiamo dal ribadire quello che è il nostro punto di vista riguardo alla reale identità della WM Magenta srl: Alberto Di Nardi non ha mai abbandonato del tutto il settore dei rifiuti. Nonostante le dichiarazioni di distacco, la sua presenza e influenza sulla Magenta – di proprietà della moglie Miriam D’Aiello – rimangono, a nostro avviso, evidenti, supportate da conoscenze radicate di diversi comuni del casertano che il Di Nardi ha acquisito dopo anni di esperienza nella ditta di famiglia DHI. Ora, dopo aver fatto assopigliatutto tra le roccaforti zanniniane, è a Casaluce che la coppia di coniugi pare aver trovato una miniera d’oro

CASALUCE (fede.borr.) Doveva essere un incarico a “tempo determinato”, eppure, quella che all’inizio si era presentata come una collaborazione di breve durata si sta trasformando, via via, in un rapporto sempre più intenso, proficuo, remunerativo osiamo dire a questo punto, tra la ditta di raccolta rifiuti WM Magenta, guidata dai coniugi Alberto Di Nardi e Miriam D’Aiello, e il Comune di Casaluce, amministrato dal sindaco Francesco Luongo, zanniniano di ferro e fresco di presidenza nel CdA di Terra di Lavoro.

La scelta di affidarsi agli ex titolari della DHI (anzi, “ex” forse solo per Di Nardi, visto che la D’Aiello, assieme al suocero, è ancora ben presente all’interno della società) si era inizialmente concretizzata con un affidamento diretto di soli tre mesi, un intervento tampone in attesa dell’espletamento della gara triennale per la raccolta rifiuti. Da luglio 2025 fino a ottobre, la WM Magenta si è quindi occupata del servizio di igiene urbana per una cifra di 90mila euro.

Poi, qualcosa comincia a cambiare, e in meglio per chi, come la WM Magenta, pare essersi trovata nel posto giusto al momento giusto. Iniziano le prime proroghe: il 29 ottobre il contratto con la ditta Di Nardi-D’Aiello viene prolungato di altri 30 giorni. Per l’impresa rifiuti sono altri 30mila euro che si sommano ai 90mila previsti. A dicembre, una seconda proroga si svela all’orizzonte, questa volta di 90 giorni: nelle tasche della Magenta sono in dirittura d’arrivo altri 90mila euro.

Ma si sa, i mesi vanno e vengono, e 90 giorni passano in fretta. Non si fa in tempo a rendersi conto che si è entrati nell’anno 2026 che fa presto ad arrivare anche marzo. E qui la Magenta ottiene una proroga di altri due mesi che, come avrete capito se avete fatto bene i conti finora, vale 60mila euro per altri 60 giorni di lavoro.

Ora, se la matematica non è un’opinione, il totale al momento liquidato – o, in parte, da liquidare ancora – alla WM Magenta è di 270mila euro. Non male per quello che doveva essere un contratto di soli tre mesi. Di recente il 4 maggio, a ridosso della scadenza dell’ultima proroga bimestrale, arriva l’ennesimo rinnovo – questa volta il più lungo per l’impresa: sei mesi. Centottanta giorni. Calcolatrice alla mano, la WM Magenta raccoglierà alla fine i rifiuti di Casaluce per 15 mesi complessivi, con un guadagno che raggiungerà la vetta di 450mila euro.

In tutto questo, che fine ha fatto la gara triennale da espletare? Si dà il caso che un elaborato progettuale sia stato redatto dalla società esterna Officine Sostenibili benefit srl, ma è rimasto chiuso nel cassetto dell’Area Ambiente e Patrimonio da novembre 2025. Solo nelle scorse settimane il progetto è stato rispolverato fuori per essere approvato ad aprile, e il giorno 24 dello stesso mese è stata pubblicata una determina dirigenziale in cui viene indetta la procedura aperta di gara.

Beh, tanto tempo, anche troppo. La colpa di un ritardo che il Comune di Casaluce addita alle nuove disposizioni ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) entrate in vigore solo il 1 gennaio 2026 e che hanno reso necessario aggiornare gli elaborati già predisposti. Insomma, comprendiamo pure che quella di ARERA sia stata una bella gatta da pelare, ma ci sono voluti quattro mesi per aggiornare un progetto che in fin dei conti, a parte qualche cambiamento da fare, era ormai completo? Pare di sì, visto che la Officine Sostenibili solo il 26 marzo ha inviato all’Ente locale l’elaborato aggiornato.

Per il momento, evitiamo di impelagarci in questi tecnicismi, e quindi vogliamo dare per buona la scelta di aver dovuto prendere altro tempo se questo è servito, effettivamente, affinché le cose fossero fatte per bene.

Anche perché, questione ARERA a parte, in questa vicenda appena raccontata, tra numeri e cifre da capogiro, è altro quello che scotta. E nel metterlo per iscritto, ci sovviene un vecchio ma sempre valido adagio, il sempiterno “chi trova un amico, trova un tesoro”. E c’è da dire: che tesoro ha trovato la nuova creatura della famiglia Di Nardi nei sultanati di Giovanni Zannini!

Sono sempre più le coincidenze e gli indizi che ci portano a pensare che l’impresa di gestione rifiuti, nelle roccaforti del politico ora in esilio a Castel di Sangro, abbia trovato terreno fertile per incarichi sostanziosi: basti pensare a Castel Volturno, Mondragone, Cancello e Arnone, e adesso anche Casaluce dove, a botta di proroghe, è riuscita ad ottenere ciò che ad oggi possiamo definire un appalto de facto, senza mai che la Magenta si confrontasse in una gara tra più operatori economici.

Come abbiamo avuto modo di ribadire anche in articoli precedenti, la nostra opinione – che rimane, appunto, la nostra – parte da un presupposto primario: un’uscita di scena di Alberto Di Nardi, nel business della monnezza, non è mai avvenuta. L’imprenditore di Vitulazio, finito in manette dopo lo scandalo della tangentopoli maddalonese che lo travolse, ha ribadito più volte, anche rispondendo personalmente a questo giornale, di aver cambiato vita e di non volerne più sapere di tutto quello che gravita attorno alla nettezza urbana, sostenendo che quella della Magenta fosse in realtà una passione scaturita dalle ambizioni manageriali di sua moglie Miriam. Ma per quanto possa esserci anche uno straccio di verità nelle sue parole, questa è una storia che non ha trovato e continua a non trovare in CasertaCe un pieno riscontro in termini di fiducia e credibilità.

Di Nardi, sulla carta, starà pur fuori da certi giri, ma per noi rimane l’ombra, gli occhi e il braccio della Magenta. La sua conoscenza del territorio, frutto di esperienze imprenditoriali e di un talento nel reinventarsi che non l’ha mai veramente abbandonato, è supportata da una rete di amicizie solide, tutt’altro che marginali, e legate a territori in cui, prima che fosse raggiunto dal divieto di dimora, la potestà amministrativa era esercitata da Zannini.

E’ il caso di Castel Volturno – che abbiamo già citato prima – dove la WM Magenta, in associazione con la DM Technology dei Manfuso, è arrivata in un comune oggi amministrato da un uomo molto vicino a Zannini, il sindaco Pasquale Marrandino, quando questi, pensate, era già assessore all’ambiente e all’ecologia durante la consiliatura di Luigi Petrella. Poi sono arrivati i comuni di Cancello e Arnone e Grazzanise, i territori dove si è sviluppata l’inchiesta sul caseificio La Spinosa di Paolo e Luigi Griffo, e che tra gli altri vede coinvolto proprio il consigliere regionale sospeso di Mondragone. E’ stato poi il turno di Villa Literno, che nel gennaio 2025 ha visto approdare la nuova impresa di rifiuti di casa Di Nardi, e prima ancora quello di Mondragone e Capua, per anni fortezze della DHI, poi espugnate e conquistate dalla stessa WM Magenta, con il compito di sostituire la vecchia società.

Insomma, la presenza della WM Magenta in comuni che i titolari della ditta, presunti o di fatto, conoscono bene grazie alle loro esperienze pregresse con la DHI, o in altre nuovi posti dove, coincidenza vuole, ci siano sindaci vicini a Giovanni Zannini, crea una circostanza che rende difficile far pensare, far credere, che un uomo come Alberto Di Nardi possa essere rimasto finora del tutto ignaro delle procedure d’appalto a cui partecipa sua moglie, considerando che per anni è stato proprio lui un osservatore attento, quasi un intercettatore di gare milionarie dal fiuto impeccabile.

Oggi è la volta di Casaluce, un comune che definiamo “zanniniano” non per nostra opinione, ma perché è lo stesso sindaco Luongo a non aver mai fatto mistero della sua amicizia con il politico di Mondragone, arrivando persino a sostenerlo pubblicamente con un video sulla sua pagina Facebook durante la campagna elettorale per le Regionali, in cui invitava i casalucesi ad esprimere una preferenza a favore di Giovanni Zannini.

E ora, sempre a Casaluce, la coppia Di Nardi-D’Aiello ha segnato un colpo grosso. Perché al di là delle rettifiche necessarie a determinate procedure e dei tempi giustamente richiesti per una gara d’appalto, il comune di Zannini-Luongo non si è neppure troppo preoccupato di affidare il servizio di raccolta rifiuti a un’altra impresa dopo la prima, la seconda, finanche la terza proroga alla Magenta, ignorando il principio di rotazione promosso dal Codice degli Appalti. Quantomeno un tentativo di salvare la faccia con una garetta vera in cui ci fosse un’autentica concorrenza tra più operatori economici.

No, Casaluce si è affidata completamente alla WM Magenta e a Di Nardi-D’Aiello, che di mestiere fanno gli imprenditori, conoscono gli affari e non avrebbero mai rinunciato a un’occasione così ghiotta: quasi mezzo milione di euro servito su un piatto d’argento, senza dover competere con nessun altro.