IL NOME. DDA e Guardia di Finanza smantellano rete di spaccio: coinvolto nipote del ras
11 Maggio 2026 - 12:37
L’operazione, eseguita il 7 maggio nelle province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta e Latina, rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Pef Salerno (Gico – Sez. Goa), avviata nel maggio 2025
FRIGNANO – Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) e di altri Reparti del Corpo, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale di Salerno nei confronti di otto soggetti, gravemente indiziati di appartenere a un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione, eseguita il 7 maggio nelle province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta e Latina, rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Pef Salerno (Gico – Sez. Goa), avviata nel maggio 2025. Come spiegato in una nota del procuratore Raffaele Cantone, le indagini hanno consentito di disarticolare un gruppo criminale operativo nelle province di Salerno e Avellino, con ramificazioni su scala nazionale ed estera e collegamenti con ambienti criminali riconducibili al clan Fezza-De Vivo dell’agro nocerino-sarnese.
Tra i nomi finiti sotto la lente degli investigatori compare anche quello di Tommaso Tirozzi, 48 anni, residente a Frignano. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe avuto un ruolo nei rapporti con il gruppo che riforniva diverse piazze di spaccio tra il salernitano e la provincia di Caserta, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino agli ambienti del clan dei Casalesi. In passato sarebbe stato coinvolto in procedimenti legati a estorsioni, ricettazione e detenzione di armi.
Uno degli episodi contestati riguarda una presunta consegna di hashish avvenuta nel luglio dello scorso anno. Secondo gli atti dell’inchiesta, Tirozzi avrebbe raggiunto Santa Lucia di Serino, in provincia di Avellino, dove sarebbe stato organizzato un incontro per il ritiro della sostanza stupefacente.
Le indagini avrebbero documentato i movimenti del 48enne attraverso immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Gli investigatori sostengono che Tirozzi sarebbe entrato in un appartamento utilizzato come deposito della droga, situato nelle disponibilità di D’Angelo, per poi uscire poco dopo e fare ritorno nel casertano.
Tirozzi, indicato come nipote di Raffaele Cantone, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “‘o Malapelle”, storico referente del clan a Trentola Ducenta, risulta attualmente indagato a piede libero nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Salerno.
Le indagini, sviluppate mediante tecniche investigative ritenute all’avanguardia, hanno inoltre permesso di documentare numerosi traffici illeciti e di sequestrare ingenti quantitativi di droga, tra cui oltre mezza tonnellata di hashish, cocaina e metanfetamine. Nel corso delle attività sono stati eseguiti anche arresti in flagranza di reato di alcuni affiliati.
All’esito delle attività investigative è stato quantificato un profitto illecito derivante dal traffico di sostanze stupefacenti di oltre 780mila euro. I successivi accertamenti patrimoniali hanno consentito di individuare beni e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati e oggetto di sequestro. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali sono state avviate perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori dieci indagati.
