CASAGIOVE ALLE ELEZIONI. Vozza dice sì a Moscatiello per il confronto e propone la TV. Ma non fare un dibattito in piazza tra la gente è un “peccato di Dio”

12 Maggio 2026 - 14:29

CASAGIOVE (luigi v.repola) – Onestamente, siamo contenti che non sia finita in caciara la vicenda del possibile confronto tra i candidati sindaci Francesco Moscatiello e l’uscente Peppe Vozza.

Felici anche perché chi scrive è di Casagiove, nonostante la personale speranza di non occuparmi spesso del mio luogo di origine, sia per un’impostazione a mio avviso giusta data dal direttore Guarino, ma anche da una parte c’è il mio professore di matematica al primo anno delle superiori, nonché amico di famiglia, dall’altra un ragazzo coetaneo che ho visto crescere con me. E quindi essere ritenuto di parte per un articolo o per un evento, non mi fa particolarmente impazzire. Poi, è normale, da giornalista ho maggiormente interloquito con l’opposizione, con Gallo, Moscatiello, ma per il semplice motivo che, come sempre, l’obiettivo di una minoranza consiliare è fare emergere le criticità, quello della maggioranza è raccontare che tutto è perfetto.

Fatta la premessa, dobbiamo necessariamente aggiungere una cosa.

I due si sfideranno in un confronto pubblico, con la conduzione affidata al giornalista Giacinto Di Patre. Ma la sede è ancora da definire. Crediamo che il dibattito deve essere in piazza, non solo in tv.

Vozza ha proposto gli studi di una web TV locale. Una soluzione che garantisce certamente visibilità e professionalità, ma che rischia di trasformare l’evento in un faccia a faccia da salotto, lontano dagli occhi e dalle orecchie dei cittadini. Moscatiello, pur accogliendo con favore la disponibilità del rivale, ha subito chiarito la sua posizione: il confronto deve svolgersi in piazza, all’aperto, accessibile a tutti.

E noi non possiamo dare torto a questa impostazione. Perché la piazza è il luogo della democrazia per eccellenza. Fin dall’antica Grecia, l’agorà era lo spazio dove i cittadini si riunivano per discutere, ascoltare e decidere delle sorti della polis. Un dibattito elettorale che si rispetti non può ignorare questa tradizione.

Inoltre, la piazza offre un vantaggio che nessuno studio televisivo può garantire: la possibilità per i cittadini di intervenire, fare domande, confrontarsi direttamente con i candidati. Non solo spettatori passivi di uno show che sicuramente sarà ben confezionato, ma attori protagonisti del confronto democratico. È questa la partecipazione.