Cessione sospetta di ramo d’azienda: il Tribunale di Napoli dà ragione alla lavoratrice

15 Maggio 2026 - 13:04

Decisiva la strategia difensiva degli avvocati Achille Reccia e Cipriano Di Tella

Importante pronuncia del Tribunale di Napoli in materia di tutela dei creditori e revocatoria ordinaria. Con sentenza emessa dalla II Sezione Civile, il giudice ha dichiarato inefficace una cessione di ramo d’azienda ritenuta lesiva delle ragioni di una lavoratrice che vantava un credito di oltre 19 mila euro per differenze retributive già riconosciute giudizialmente.

Determinante, nel corso del giudizio, il lavoro difensivo degli avvocati Achille Reccia e Cipriano Di Tella, legali della lavoratrice, che hanno ricostruito davanti al Tribunale l’intera operazione societaria evidenziandone criticità, tempistiche e finalità elusive.

Secondo quanto emerso in giudizio, pochi mesi dopo la sentenza favorevole ottenuta dalla dipendente, la società debitrice avrebbe ceduto il proprio ramo d’azienda — comprensivo di beni, arredi e struttura operativa — ad una nuova società riconducibile ad una ex dipendente della stessa attività.

Il Tribunale ha ritenuto particolarmente significativa la cronologia degli eventi, sottolineando come la nuova società fosse stata costituita appena due mesi dopo la pubblicazione della decisione che aveva riconosciuto il credito della lavoratrice.

Nella sentenza viene inoltre evidenziato come la società cedente si fosse sostanzialmente spogliata dell’intero assetto aziendale, senza fornire prova dell’esistenza di ulteriori beni idonei a garantire il soddisfacimento del credito.

Uno degli aspetti centrali valorizzati dalla difesa degli avvocati Reccia e Di Tella ha riguardato anche la mancanza di prova concreta circa il reale pagamento del corrispettivo della cessione. Il giudice ha infatti rilevato incongruenze nei documenti bancari prodotti e l’assenza di elementi idonei a dimostrare l’effettivo trasferimento delle somme pattuite.

Particolarmente severo il passaggio della decisione in cui il Tribunale afferma che appariva impossibile immaginare che la società acquirente non fosse a conoscenza delle condizioni economiche della cedente e del contenzioso già in corso con la lavoratrice.

Alla luce di tali elementi, il Tribunale di Napoli ha accolto integralmente l’azione revocatoria proposta dalla lavoratrice tramite i suoi difensori, dichiarando inefficace la cessione del ramo d’azienda nei confronti della creditrice.

Le società coinvolte sono state inoltre condannate al pagamento delle spese di lite.