Chef casertano dice di essere stato “picchiato dallo scagnozzo del titolare della discoteca Studio Uno”. La replica del locale: “Estranei a ogni accusa”. CasertaCe: “Bene la vostra risposta, ma c’è una denuncia ai carabinieri”

15 Maggio 2026 - 15:43

Ringraziando l’amministrazione del locale, ci teniamo a specificare che, ovviamente, pubblichiamo integralmente la vostra nota, ma dobbiamo rigettare la richiesta di cancellare il riferimento al locale, almeno per il momento, e vi spieghiamo perché

Spett.le Redazione ,

I sottoscritti titolari della struttura “StudioUno”,

con sede in San Nicola la Strada (CE),contestano formalmente quanto pubblicato nell’articolo del 13/05/2026 relativo all’aggressione ai danni di un dipendente della ristorazione. All’interno dell’articolo viene citato impropriamente il nome “StudioUno”, generando un’associazione totalmente infondata tra la nostra struttura e l’episodio riportato.

Lo StudioUno è una struttura che ospita diverse attività commerciali, tutte regolarmente affidate in gestione a società terze, autonome sotto ogni profilo operativo, organizzativo e giuridico.

I titolari della struttura:

  • non gestiscono attività di ristorazione o bar;
  • non conoscono il personale impiegato dalle società che operano all’interno;
  • non sono a conoscenza delle dinamiche interne delle attività gestite da terzi;
  • non hanno alcun coinvolgimento negli episodi avvenuti all’interno o all’esterno delle attività in gestione.

Ogni attività presente nella struttura opera in totale autonomia e risponde esclusivamente delle proprie condotte.

L’inserimento del nome “StudioUno” nell’articolo:

  • è privo di fondamento,
  • è fuorviante,
  • lede gravemente l’immagine della struttura e dei suoi titolari,
  • fa apparire lo StudioUno come “luogo principale” dell’accaduto,
  • suggerisce erroneamente che i titolari abbiano avuto un ruolo nell’episodio.

Tutto ciò è assolutamente falso.

Prima di pubblicare il nome di un’azienda, è dovere minimo dell’organo di stampa:

  • verificare quale attività sia realmente coinvolta,
  • accertare chi siano i soggetti interessati,
  • confermare dove si siano svolti i fatti,
  • evitare riferimenti impropri che possano danneggiare terzi estranei.

Nel caso di specie, tali verifiche risultano essere state effettuate NON PRECISE

Pur dispiacendoci sinceramente per quanto accaduto al dipendente , ribadiamo che:

  • lo StudioUno NON HA NESSUN TIPO DI RAPPORTO LAVORATIVO CON IL  dipendente,
  • non è coinvolto nei fatti,
  • non ha alcun legame con l’episodio.

Per quanto sopra esposto, si richiede:

  1. La rimozione immediata del nome “StudioUno” dall’articolo pubblicato in data 13/05/2026;
  2. La rettifica dell’articolo, indicando esclusivamente l’attività e le persone realmente coinvolti;
  3. La conferma dell’avvenuto intervento immediato dopo il  ricevimento della presente.

In difetto, ci vedremo costretti a tutelare l’immagine e gli interessi dello StudioUno nelle sedi competenti.

Cordiali saluti,

STUDIOUNO SRL

LA REPLICA DI CASERTACE

Gentile amministrazione di Studio Uno,

Vi ringraziamo della vostra nota che serve a dare una seconda versione di una storia che, ahinoi, vi vede protagonisti, messi in mezzo da una denuncia presente agli atti della stazione dei carabinieri di Maddaloni.

Al momento, non riteniamo di poter eliminare la parola Studio Uno dal titolo e dall’articolo. E non perché abbiamo una particolare avversione nei confronti vostri e del locale, bensì perché, come scritto ampiamente nell’articolo, nel cosiddetto sommario dell’articolo, ma anche nel titolo che lo sovrasta, si tratta di quanto denunciato da un uomo che, per questa presunta aggressione, è finito in ospedale.

La notizia, pubblicata dal nostro quotidiano, poi, si connette alla dichiarazione pubblica di un politico, il deputato Francesco Emilio Borrelli, il quale ha pubblicato sul suo profilo Facebook la denuncia per intero, omettendo solo alcuni nomi, ma dalla quale emerge chiaramente il riferimento al signor Salvatore, titolare dello Studio Uno, e alla signora Titti, figlia dell’uomo, almeno secondo quanto dichiara il denunciante.

Nota a margine: voi chiedete che questo giornale, ogni giornale si occupi di verificare quale attività sia realmente coinvolta, accertare chi siano i soggetti interessati, confermare dove si siano svolti i fatti. A nostro avviso, questo ci pare un lavoro investigativo, per l’appunto, che verrà compiuto sicuramente dagli uomini della stazione dei carabinieri. Noi abbiamo riportato i fatti, avvertendo il lettore che si trattava di una denuncia, una versione della storia.

Quindi, ci dispiace non poter acconsentire a tutte le vostre richieste. Saremo pronti ad eliminare ogni riferimento dell’articolo qualora ci dovesse essere una dichiarazione pubblica del denunciante che smentisce la vicenda, un atto ufficiale dei carabinieri dello stesso tenore oppure una dichiarazione ufficiale del deputato della Repubblica italiana, Francesco Emilio Borrelli, che ha reso pubblica questa denuncia, che attesti la falsità di ciò che anch’egli denuncia.

Cordiali Saluti