CASERTA. TUTTI I NOMI. L’avvocato, i medici e decine di falsi invalidi con la pensione INPS. E alla fine la prescrizione salva (quasi) tutti

19 Maggio 2026 - 10:04

CASERTA – Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha depositato la sentenza che chiude gran parte del procedimento penale noto come la truffa all’Inps di Caserta città. I giudici della seconda sezione, presieduti da Rosetta Stravino, hanno dichiarato estinti per prescrizione i reati più gravi, tra cui l’associazione per delinquere e le truffe aggravate ai danni dell’Inps. Il processo era incentrato su un presunto sistema illecito che avrebbe permesso a decine di persone di ottenere pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento senza averne diritto, attraverso certificazioni mediche false e giudizi civili pilotati.

Lo avevamo detto in altre occasioni, la prescrizione, anche per alcuni errori metodologici della procura, era un finale quasi inevitabile, anche grazie all’attenzione scrupolosa del collegio difensivo che, chiaramente, non punta in prima istanza alla classica formula del “non doversi procedere”, ma sicuramente evitare una condanna ad un assistito è sempre un buon risultato per un avvocato. L’arrivo della prescrizione quindi sarà stato ben accetto dal folto collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Gerardo Marrocco, Orlando Sgambati, Dezio Ferraro e Vittorio Giaquinto.

Secondo l’accusa, al vertice dell’organizzazione c’era un avvocato casertano, Andrea Isernia, che coordinava l’intera attività. Con lui figuravano Antonietta Sorbo, titolare di un patronato di Casapulla, Elpidio Santonastaso, dipendente del comune di Caserta, e Arcangelo Mezzacapo, funzionario dell’Inps. L’associazione si avvaleva della complicità di medici ospedalieri che, dietro pagamento, rilasciavano certificazioni false. Tra questi, il cardiologo Antonio Vinciguerra, il geriatra Alfonso Pisaturo e il neurologo Massimo Nuzzo. Le indagini coinvolsero anche molti altri imputati: Giuseppe Gesumaria, Fausta Maria Concetta Vitadamo, Francesco Piccirillo, Clemente Piscitelli, Venera Smeragliuolo, Mario Negro, Francesca Gravina, Lucia Milena Verrilli, Vincenzo Pasquariello, Maria Merola, Annina Raucci, Rosa Stellato, Vincenzina Petrazzuolo, Anna De Siato, Felice Mezzullo e Maurizio Marra.

Per i promotori il termine massimo di prescrizione è scaduto nel settembre 2025, per gli altri imputati in date diverse, comunque tutte antecedenti alla sentenza.

Il tribunale ha dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Andrea Isernia, Antonietta Sorbo, Arcangelo Mezzacapo, Giuseppe Gesumaria, Massimo Nuzzo, Alfonso Pisaturo, Antonio Vinciguerra, Maurizio Marra, Fausta Maria Concetta Vitadamo, Clemente Piscitelli, Venera Smeragliuolo, Mario Negro, Francesca Gravina, Lucia Milena Verrilli, Vincenzo Pasquariello, Maria Merola, Annina Raucci, Rosa Stellato, Vincenzina Petrazzuolo, Anna De Siato, Felice Mezzullo ed Elpidio Santonastaso. Sono caduti i reati più gravi, tra cui l’associazione per delinquere, le truffe aggravate ai danni dell’Inps, le false perizie, i reati di corruzione e quelli tributari.

Sono caduti anche i reati tributari contestati ad Andrea Isernia per l’utilizzo di fatture false tra il 2011 e il 2014. Il tribunale ha inoltre assolto Massimo Nuzzo, Andrea Isernia e Francesco Piccirillo dall’accusa di abuso d’ufficio perché il reato è stato abrogato nell’agosto 2024.

Solo alcuni episodi di falso in atto pubblico non sono ancora caduti in prescrizione. Per questi reati il processo è stato rinviato al 21 settembre 2026. Il tribunale non è entrato nel merito delle altre accuse, limitandosi a constatare il decorso dei termini. Le parti civili erano l’Inps, l’Asl di Caserta, l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano e il comune di Caserta. La sentenza è stata pronunciata il 17 febbraio 2026. Per tutti gli imputati, nessuno dei quali era mai stato sottoposto a misure cautelari durante le indagini, vige ancora la presunzione di innocenza per i reati non definiti.