Lillo, il maltese sbranato e ucciso. Nuova testimonianza a CasertaCe: “Il proprietario del cane aggressore ha cercato di scappare”

25 Giugno 2026 - 15:21

Una nuova voce si aggiunge al racconto della vicenda che ha coinvolto il cagnolino Lillo, aggredito durante l’Atella Sound Festival

SUCCIVO (fede.borr.) Dopo il racconto della proprietaria di Lillo, il maltese morto in seguito all’aggressione di un golden retriver avvenuta al Casale di Teverolaccio durante lo svolgimento dell’Atella Sound Festival, alla redazione di CasertaCe è giunta una nuova testimonianza, firmata con nome, cognome e recapito telefonico, da parte di una persona che afferma di aver assistito direttamente ai fatti.

Il testimone oculare, nella sua mail, ricostruisce alcuni momenti successivi all’aggressione, fornendo una versione che aggiunge ulteriori elementi rispetto a quanto emerso finora.

Ci scrive infatti: “Non appena il bambino è stato messo in sicurezza e alcuni dei presenti sono riusciti a bloccare l’animale, il proprietario è fuggito di corsa verso la propria auto insieme al cane, omettendo totalmente di prestare soccorso alla signora”.

E prosegue: “Insieme ad un altro passante ci siamo visti costretti a rincorrerlo, poiché l’uomo si è messo alla guida sfrecciando nel parcheggio in velocità, nonostante il transito dei visitatori diretti alla manifestazione.”

Secondo il racconto inviato alla nostra redazione, il testimone, assieme ad un’altra persona, avrebbero chiesto l’intervento del personale di sicurezza: “Abbiamo quindi allertato il personale di sicurezza per far chiudere tempestivamente i cancelli e impedirne l’allontanamento prima dell’identificazione – e aggiunge – solo dopo avergli intimato che avrei allertato i Carabinieri, l’uomo è sceso dall’auto.”

Ma l’atteggiamento del proprietrario del golden retriver non sarebbe stato dei più tranquilli. Infatti, stando sempre alla versione dei fatti inviataci, il testimone ci riporta che: “Di fronte al mio rimprovero per la mancata assistenza e per il tentativo di fuga, ha iniziato a inveire contro di me a voce alta, giustificandosi dicendo che ‘voleva solo portare il cane a casa’, che ‘il cane è tranquillo’ e aggiungendo che ‘lì lo conoscono tutti perché fa parte dell’associazione’.”

Infine, vengono anche descritti gli ultimi istanti a cui la persona messasi in contatto con noi avrebbe assistito: “Successivamente, l’uomo è rientrato in fiera lasciando il cane chiuso in auto in mezzo al parcheggio. Dopo aver chiarito la situazione con la sicurezza, nel rientrare verso l’area dell’evento, ho incrociato la signora che usciva stringendo tra le braccia il proprio cane, visibilmente ferito e ricoperto di sangue.”