Sveglia alle 4.30 e otto ore di viaggio al giorno tra nidi e supplenze. La vita difficile di una giovane insegnante di CASERTA

24 Maggio 2026 - 10:30

CASERTA – Ogni mattina la sveglia suona alle 4.30. Un’ora dopo Daniela è già in treno, pronta per un viaggio di circa due ore che la porterà a Roma. A seconda della scuola in cui è stata chiamata, si aggiunge un altro spostamento urbano che può durare fino a un’ora. Poi il rientro in provincia di Caserta, un’altra tratta di circa due ore. A fine giornata, l’insegnante ha trascorso tra le sei e le otto ore sui mezzi di trasporto, senza contare il tempo per arrivare alla stazione e gli eventuali ritardi.

Daniela vive in un piccolo comune del Casertano e dal 2022 lavora come insegnante precaria nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali di Roma. È iscritta alle graduatorie sia della Capitale sia di Napoli, ma finora le uniche chiamate sono arrivate da Roma. Nel suo territorio le opportunità nel settore sono molto limitate. L’unica alternativa, spiega, sarebbe cambiare lavoro.

La routine quotidiana è scandita da treni regionali, metropolitana e autobus. La precarietà del servizio si somma alla precarietà del contratto: Daniela lavora come “messa a disposizione”, chiamata spesso all’ultimo momento per coprire assenze o carenze di organico. La puntualità è un obbligo, ma i ritardi e i guasti frequenti rendono il tragitto ancora più gravoso.

Nonostante le difficoltà, l’insegnante continua ad affrontare ogni giorno la lunga tratta, senza riuscire a ottenere incarichi più vicini a casa. La sua storia è stata raccontata da Fanpage.