REGGIA DI CASERTA. Cavallo morto sotto il sole cocente: confermata la condanna, ora la battaglia si sposta in Cassazione

24 Giugno 2026 - 16:33

Gli accertamenti veterinari evidenziarono un grave stato di disidratazione dell’animale

CASERTA – Non si è ancora conclusa la vicenda giudiziaria legata alla morte di Found Goal Pag, il cavallo deceduto il 12 agosto 2020 mentre trainava una carrozza turistica all’interno della Reggia di Caserta, in una giornata caratterizzata da temperature particolarmente elevate.

Dopo la conferma della condanna a un anno di reclusione pronunciata il 5 marzo scorso dalla Corte d’Appello di Napoli nei confronti dell’allora vetturina, la difesa dell’imputata ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Si apre così un nuovo capitolo processuale in una vicenda che, fin dall’inizio, ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica e acceso il dibattito sulle condizioni di impiego dei cavalli nei servizi turistici.

Nel giudizio di legittimità sarà ancora presente come parte civile l’associazione Horse Angels ODV, che aveva già partecipato ai precedenti gradi di giudizio. L’associazione sarà rappresentata dall’avvocato Cipriano Ficedolo, dopo essere stata assistita in primo grado dall’avvocato Laura Mascolo.

Fino all’eventuale pronuncia della Suprema Corte restano pienamente validi gli accertamenti compiuti dai giudici di primo e secondo grado.

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta è stato l’esame autoptico disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed eseguito dal professor Orlando Paciello.

Gli accertamenti veterinari evidenziarono un grave stato di disidratazione dell’animale, con mucose cianotiche e una temperatura intrarettale di 42,8 gradi rilevata alcune ore dopo il decesso. Il quadro clinico risultò compatibile con una severa ipertermia.

Secondo le conclusioni medico-legali, la morte fu causata da un’insufficienza cardio-respiratoria secondaria a colpo di calore. Un accertamento ritenuto fondamentale per collegare direttamente il decesso alle condizioni nelle quali il cavallo stava svolgendo il servizio.

Nel processo di primo grado il Tribunale ritenne responsabile la vetturina, condannandola a un anno di reclusione, senza concessione della sospensione condizionale della pena e senza il riconoscimento delle attenuanti generiche.

Una decisione successivamente confermata integralmente dalla Corte d’Appello di Napoli, che ha ritenuto fondati gli elementi raccolti durante le indagini.

Secondo quanto emerso nel procedimento, il cavallo non sarebbe stato adeguatamente fatto riposare né abbeverato durante il servizio, nonostante le elevate temperature registrate quel giorno. Determinanti, per la ricostruzione dei fatti, sono state le immagini di videosorveglianza, le testimonianze raccolte e gli accertamenti veterinari.

Nel corso dell’attività investigativa e processuale sarebbero inoltre emerse diverse criticità amministrative e gestionali riguardanti gli animali impiegati nel servizio.

Tra gli aspetti finiti sotto la lente degli inquirenti figuravano questioni relative all’identificazione dei cavalli, alla documentazione sanitaria e alle modalità complessive di gestione degli equidi.

Le sentenze hanno evidenziato in particolare una gestione ritenuta incompatibile con le esigenze di benessere dell’animale poi deceduto, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento di acqua, le pause necessarie e la protezione dalle alte temperature.

Con il ricorso presentato dalla difesa, la vicenda approda ora davanti alla Corte di Cassazione, che dovrà valutare la correttezza giuridica delle decisioni già assunte nei precedenti gradi di giudizio.

A quasi sei anni dalla morte di Found Goal Pag, il procedimento continua a rappresentare uno dei casi più significativi in Italia sul tema della tutela degli animali impiegati nel lavoro e delle responsabilità connesse alla loro gestione, soprattutto in periodi caratterizzati da ondate di calore sempre più frequenti.