MARCIANISE. Mense scolastiche, ecco chi cucinerà per i bambini dell’asilo e delle elementari l’anno prossimo. Appalto da oltre 800mila euro. Respinto il tentativo di rientro de “La Mediterranea”

31 Maggio 2026 - 18:30

A partecipare sono state cinque aziende

MARCIANISE – Alla fine sarà la G.F.I. Food srl di Castellammare di Stabia a gestire anche per il prossimo anno scolastico, come per quello che si approssima alla fine, il servizio di refezione nelle scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Marcianise. L’aggiudicazione definitiva è stata firmata il 21 maggio dal dirigente del IV Settore, Fulvio Tartaglione, e chiude una procedura di gara durata mesi, accompagnata da rinvii, richieste di chiarimenti, verifiche tecniche e perfino da una contestazione formale avanzata da una delle società escluse.

Si tratta di uno degli appalti più importanti dell’anno per il Comune, non solo per il valore economico dell’affidamento, ma anche perché riguarda un servizio essenziale per centinaia di bambini delle scuole cittadine.

La procedura era stata avviata il 24 dicembre 2025 attraverso una gara aperta telematica sulla piattaforma “Traspare”. Il Comune ha scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: non soltanto il prezzo più basso, dunque, ma una valutazione complessiva basata sia sull’aspetto economico sia sulla qualità tecnica del servizio proposto.

A partecipare sono state cinque aziende: La Mediterranea soc. coop., Klas Services srl, EP spa, G.F.I. Food srl e Atlas IFM srl. Nel corso della procedura il Comune è stato costretto anche a modificare il disciplinare e il capitolato di gara, prorogando il termine per la presentazione delle offerte dal 16 al 30 marzo 2026, dopo una serie di richieste di chiarimenti arrivate dalle società interessate.

L’iter amministrativo si è sviluppato attraverso diverse sedute dedicate alla verifica della documentazione amministrativa, al soccorso istruttorio, all’apertura delle offerte tecniche e infine a quella delle offerte economiche. Al termine delle valutazioni, la commissione ha proposto l’aggiudicazione alla G.F.I. Food srl, che ha presentato un ribasso del 16,97% sull’importo posto a base di gara di 747.616 euro.

L’importo netto dell’appalto scende così a 620.746 euro, ai quali si aggiungono 1.720 euro di oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso. Il totale dell’aggiudicazione arriva quindi a 622.466 euro. Nel provvedimento viene inoltre specificato che il costo della manodopera dichiarato dalla società ammonta a 320.785 euro, cifra coincidente con quella stimata dalla stazione appaltante.

Ma la chiusura della gara non è stata immediata. Dopo la formulazione della proposta di aggiudicazione, infatti, la società “La Mediterranea” di Aversa, esclusa dalla fase finale della procedura per non aver raggiunto la soglia minima prevista per il punteggio tecnico, ha presentato un’istanza di rettifica e correzione in autotutela. In sostanza, la cooperativa ha contestato il punteggio attribuito dalla commissione, sostenendo di aver ricevuto una valutazione penalizzante in relazione agli automezzi da utilizzare per il servizio e alla certificazione ISO 22000 relativa alla sicurezza alimentare.

La questione non era marginale, perché il disciplinare di gara prevedeva una soglia di sbarramento tecnica di 50 punti su 80. Non avendo raggiunto quel limite, “La Mediterranea” non era stata ammessa all’apertura delle offerte economiche. Proprio per questo motivo il dirigente Tartaglione, che era anche presidente della commissione giudicatrice, ha deciso di riconvocare la commissione per riesaminare la contestazione.

La verifica si è conclusa però con la conferma integrale delle valutazioni già espresse. Nel verbale del 15 maggio 2026 la commissione ha infatti respinto le osservazioni della società esclusa, lasciando invariata la proposta di aggiudicazione alla G.F.I. Food.

Ed è proprio leggendo il quadro economico allegato alla determina che emerge uno degli aspetti più interessanti dell’intera operazione. Perché se il valore diretto dell’aggiudicazione è pari a circa 622mila euro, il costo complessivo stimato dal Comune supera abbondantemente gli 800mila euro.

Nel totale rientrano infatti non soltanto le somme necessarie per il servizio mensa, ma anche una lunga serie di voci accessorie: spese di gara, contributo ANAC, incentivi tecnici, IVA, somme per imprevisti, eventuali acquisti di arredi e attrezzature e possibili modifiche del contratto durante l’esecuzione del servizio.