L’accordo tra Zannini e l’impresa dei rifiuti nel clan dei Casalesi non fu un episodio. Ecco un secondo incontro riservato, in un notissimo bar, tra il consigliere regionale e il faccendiere della famiglia Zagaria-Capaldo

30 Maggio 2026 - 18:45

Sull’altro marciapiede Franco Lombardi si accompagnava alla testa di legno degli Zagaria-Capaldo e un attimo dopo incontrò Zannini che si mise a disposizione per risolvere un problema da 1 milione e mezzo di euro a Isvec

CASERTA (g.g.) – La serie di articoli che dedicheremo da qui ai prossimi giorni sul rapporto tra il consigliere regionale Giovanni Zannini e la società dei rifiuti Isvec che, secondo la DDA di Napoli, era totalmente nelle mani del clan Zagaria, divenuta Zagaria-Capaldo, come sanno i nostri lettori più attenti sui fatti di camorra, deve partire da un fatto, da un avvenimento che costituisce, secondo noi, un presupposto logico.

Nell’ordinanza che ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’imprenditore Alfonso Ottimo, il nostro giornale ha valorizzato un passaggio, secondo noi essenziale, relativo alle dichiarazioni rese alla DDA di Napoli da collaboratore di giustizia, Attilio Pellegrino, che, per anni, è stato un protagonista della prima fascia dei collaboratori criminali di Michele Zagaria.

Si parlava di supermercati e non di monnezza. Ma Michele Zagaria comunicò testualmente ad Attilio Pellegrino, che dal boss si era recato per una rimostranza di un imprenditore di Giugliano legato al clan Mallardo e fornitore del Jolly Market, il supermercato di San Marcellino in mano a Ottimo, che quelle attività commerciali erano controllate da lui direttamente. Di conseguenza, disse ad Attilio Pellegrino di riferire – ma si trattava di un vero e proprio ordine – ad Alfonso Ottimo di procedere al pagamento di ciò che spettava all’amico dei Mallardo.

Perché diciamo questa cosa? Ottimo è un imprenditore che si è formato nel settore alimentare, partendo dal ruolo di rappresentante. Nel momento in cui è entrato in grande stile nell’ancor più remunerativo e sicuramente più complesso mondo dei rifiuti, lo ha potuto fare, senza se e senza ma, solo nell’ambito dello stesso percorso imprenditoriale di gran prestanome degli Zagaria che, a modo loro, hanno apprezato la maniera in cui Ottimo ha amministrato i loro soldi nei supermercati, costringendo in pratica Carmine Zagaria, fratello di Michele, ad intervenire solo una volta per la vicenda della vertenza di una dipendente, ritenendo che potesse essere una loro valida carta anche in monnezzaland.

Hanno dato ad Ottimo ampi poteri e con questi lui ha ingaggiato Franco Lombardi. Grande talendo da faccendiere, da impicciacarte e dotato di una buona dimistichezza con il mondo della politica. Quando si muoveva Franco Lombardi lo faceva assieme ad Alfonso Ottimo e se questi non era presente in carne ed ossa, aveva l’obbligo di riferire, come poi potremo spiegarvi meglio con diversi esempi su una miriade di incontri tra i due.

Franco Lombardi chiude in pochi minuti, nell’estate 2019, l’accordo con Giovanni Zannini con una delle operazioni più spregiudicate della storia che le amministrazioni locali di questa provincia ricordino. Ci riferiamo al decreto, uno solo, neanche due, con cui l’allora sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico, non sappiamo se per essere un totale e irresponsabile sprovveduto, o uno spregiudicato a sua volta, revoca ipso facto l’appalto milionario per la raccolta dei rifiuti di Mondragone alla Senesi e, ripetiamo, nello stesso decreto – che fa mettere le mani nei capelli anche al gip Provvisier del tribunale di Napoli – affida quello stesso incarico milionario alla Isvec.

Già un fatto del genere avrebbe dovuto portare chi di dovere a cercare di capire cosa ci fosse realmente tra Zannini e questa Isvec, su quali fondamenta si basasse una liaison fulminante. A suo tempo non è stato fatto e si è persa un’occasione. Però, la traccia di queste indagini ci dà una mano, ossia dà una mano a chi conosce (purtroppo meglio di molti magistrati) la storia, le storie, i luoghi, le mosse, le cause e tanti effetti del rapporto tra malapolitica e malaimprenditoria di questa provincia.

E allora ci siamo messi a cercare, per capire se e quante volte si siano verificati altri incontri ravvicinati del primissimo tipo tra Zannini e chi gestiva la Isvec. Abbiamo trovato diverse situazioni. Partiamo dalla prima.

Immaginate una staffetta. Chi conosce via Consiglio d’Europa a Santa Maria Capua Vetere sa che nella sua ultima parte, in via Galatina, insistono molti locali. Ed è lì che a destra incontri la nota gelateria Paletta d’Oro e a sinistra il noto bar Cappiello, con all’interno una rinomata sala da the.

Dicevamo, la staffetta. Alla gelateria Paletta d’Oro ci sono, tra gli altri, Alfonso Ottimo e Franco Lombardi. Quest’ultimo è l’allievo, il giocatore, il primo è il coach. Lombardi dice di avere un appuntamento con Giovanni Zannini al bar Cappiello, lungo il marciapiede di fronte. Idealmente, ma anche materialmente, Ottimo annuisce, mette una mano sulla sua spalla e gli dice vai.

Ragionateci un attimo. Alfonso Ottimo è la camorra, il clan dei Casalesi. Franco Lombardi è il suo faccendiere. Con Zannini va a parlare di un problema nato a Mondragone, evidentemente nato subito dopo l’affidamento del servizio a Mondragone, dato che parliamo di un appuntamento svoltosi a gennaio 2020. Isvec rivendica un credito superiore al milione di euro.

Domanda ai lettori e ai mondragonesi in particolare. C’è qualcuno di voi che può affermare, con adeguata spiegazione, che le amministrazioni comunali di Mondragone, dal 2017 ad oggi, non abbiano avuto e ancora oggi, anche nei giorni dell’esilio a Castel di Sangro, in Giovanni Zannini il vero sindaco? E figuriamoci, è materia pacifica.

Sapete che cosa risponde il consigliere regionale nonché sindaco di fatto a Franco Lombardi sui soldi che deve avere Isvec? Che ci pensa lui, che sa a chi rivolgersi in comune per sbloccare questa pratica a favore dell’imprenditore.

Dunque, a favore dell’imprenditore. Non è una posizione imparziale, Zannini non cerca di difendere il comune rispetto al tentennamento della corresponsione della cifra a favore di Isvec. No. Giovanni Zannini si accorda con Lombardi per una cifra a favore dell’imprenditore. Dunque, tra le ragioni di Isvec e quelle del comune, il consigliere regionale, che pochi mesi dopo sarebbe diventato presidente della Commissione Ambiente, avendo come interfaccia il suo primo rferente, il suo primo protettore politico, Fulvio Bonavitacola, che assunse il ruolo di assessore su queste materie specifiche, non ha alcun dubbio.

In poche parole, dà l’impressione – forse solo nostra, che avrà bisogno di ulteriori elementi di prova per consolidarsi – che Zannini si sentisse arruolato, dentro alla causa di Isvec. La decisione è molto importante. Zannini non è uno stupido e se perorava le ragioni della Isvec è perché la riteneva impresa solidissima, con piedi ben piantati dove dovevano essere piantati.

Aveva capito o no che dentro (o dietro) ci fosse la camorra? Al momento, in concordi con ciò che ha scritto il pubblico ministero DDA, Maurizio Giordano, diciamo di no. Però rappresenta una garanzia per lo stesso Zannini, per cui da anni attendiamo una replica di merito ai nostri articoli, andare ad approfondire questo tema scottante.