La ricostruzione (confusa e poco credibile) sul presunto dominio dei fratelli Stanislao e Francesco Corvino nei lavori per le nuove strutture della Clinica Pineta Grande
1 Giugno 2026 - 13:42
Il gip ha rigettato le richieste di arresto. Oggi ci siamo imbattuti in una ricostruzione in cui volano numeri totalmente difformi e poco coerenti gli uno con gli altri. C’è una frase sul movimento terra dei Corvino e poi l’intervento di due imprese: una realizzatrice dei lavori e una trasportatrice e smaltitrice dei rifiuti speciali prodotti dal cantiere
CASTEL VOLTURNO – (g.g.) E’ una presenza stabile, diretta o indiretta, quella dei fratelli Stanislao e Francesco Corvino entrambi per i quali i pubblici ministeri della Dda avevano richiesto l’arresto con il gip del tribunale di Napoli che, invece, ha detto sì al sequestro cautelare dei beni della New Ecology, l’azienda dei due Corvino rigettando invece l’applicazione della misura personale degli arresti. I due imprenditori gonfiano il petto nel momento in cui possono rispondere ai loro interlocutori dicendo di essere dei tuttofare. Per cui, loro sono il punto di riferimento in zona di quella che possiamo definire ‘’La Grande … Monnezza’’ parodia de ‘’La Grande Bellezza’’ ma poi danno tante attività tra cui anche il famoso impegnativo movimento terra che per decenni è stato monopolio delle imprese del clan dei casalesi, soprattutto di quelle appartenenti alla fazione di Michele Zagaria
E quando qualcuno discute con loro della Clinica Pineta Grande Stanislao Corvino dice: ‘’l’abbiamo scavata tutta noi’’. Nei lavori della nuova struttura che ha trasformato la Pineta Grande in un vero e proprio ospedale, vengono coinvolte anche due altre imprese: la OPUS che compie i lavori dei nuovi corpi di fabbrica della Pineta Grande e la TE.VIN. che diventa fornitrice di servizi della OPUS provvedendo allo smaltimento di 32.330 tonnellate di rifiuti speciali provenienti dal cantiere della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno che finiscono negli impianti della New Ecology dei Corvino.
E qui i conti non tornano. La TE.VIN riceve dalla OPUS costruzioni la somma di circa 358 mila euro per il trasporto e smaltimento. La New Ecology a sua volta dichiara dalla TE.VIN quantitativi notevolmente inferiori, circostanza che ha indotto gli investigatori a ritenere che parte della documentazione non sia stata consegnata e che il dato corretto sia quello risultante dagli atti acquisiti presso la OPUS Costruzioni. E’ possibile, secondo gli inquirenti, che una parte della documentazione non sia stata consegnata, ma è chiaro che su questo meccanismo ci potrebbe essere una somma di denaro non dichiarata, che ha girato in nero.
Sempre secondo gli inquirenti è possibile che la New Ecology non solo abbia ricevuto i rifiuti, ben remunerata, ma sia stata protagonista anche degli scavi evidentemente in accordo con la coppia OPUS e TE.VIN. La cornice camorristica secondo la Dda, ma in tutta onestà formulata in maniera molto confusa – poi non bisogna lamentarsi se i gip rigettano le richieste – e che tutto ciò riscontrerebbe le dichiarazioni di Vincenzo D’Angelo, genero di Francesco Bidognetti detto Cicciotto ‘e Mezzanotte e reggente del clan nell’area di Castel Volturno per diverso tempo il quale ha affermato che New Ecology avrebbe stata introdotta, evidentemente da loro nei lavori di movimento terra e smaltimento relativi al cantiere della Clinica Pineta Grande
