Teano Scandalo Teatro Romano: blackout elettrico, telecamere guaste e Tempio di Apollo violato. Fuori i responsabili! VIDEO
7 Giugno 2026 - 14:50
Altro che rifiuti ed erbacce: questo è una vergogna istituzionale da gridare forte alle autorità competenti
TEANO (Elio Zanni) – Benvenuti nella città della Storia antica (abbandonata). Benvenuti a Teano, nell’Alto casertano. Dopo tante visite di politici locali e nazionali, amici, colleghi giornalisti e showman del web che vedono tutto ma non riflettono su niente, alla fine siamo andati anche noi – se permettete – davanti ai cancelli del Teatro Romano Teanum Sidicinum. Risultato? Altro che rifiuti ingombranti ed erbacce (di cui parleremo presto, svelando però anche qui, speriamo, le vere radici del problema): questo è uno scandalo istituzionale del disinteresse, un qualcosa da riferire anche ai carabinieri. Accertata la denuncia… devono saltare fuori responsabili e responsabilità.
Non è possibile che la pietra miliare nella filologia dell’architettura mondiale, il teatro romano più grande e antico d’Italia costruito interamente su strutture a volta e archi in opus caementicium, pieno zeppo di segni e simboli del passato, sia lasciato incustodito, senza un sistema di allarme, in preda ai ladri, nel degrado e nell’incuria. Sembra incredibile ma è così. GUARDA IL SERVIZIO VIDEO.

SCANDALO 1. Videocamere guaste e blackout elettrico. Per questo abbiamo messo da parte la solita vulgata delle erbacce e dei rifiuti ivi dispersi per concentrarci su problemi ancora seri e gravissimi. Scandalose situazioni malcelate dietro la cortina verde di ferro e spine che cinge il Teatro Romani di Teano: i cavi della rete telefonica e dei dati sono tranciati, tagliati, strappati dalla caduta del palo di sostegno. Il contatore dell’energia elettrica è completamente disattivato, staccato. Tutto il sistema delle videocamere di sicurezza, secondo noi e i nostri occhi, è spento, cieco, inutile. Ma non è finita. GUARDA IL SERVIZIO VIDEO
A cavallo tra maggio e giugno 2026, documentiamo l’assoluto abbandono del Teatro Romano insieme all’archeologo Danilo Raimondi di Teano. Questo immenso patrimonio culturale è privo di vigilanza, esposto giorno e notte ai tombaroli. Per noi questo non è legale ed è una vera e propria ipotesi di reato che denunciamo pubblicamente. Lasciare il sito senza difese, personale o tecnologia — da quando gli scavi della Soprintendenza si sono fermati anni fa — equivale a un’istigazione a delinquere: come lasciare l’auto aperta con le chiavi inserite e il portafoglio in vista, consegnando virtualmente la nostra storia ai ladri d’arte.

Ci assicureremo che questa inchiesta sia esaminata dalla Soprintendenza, dai Carabinieri, dai Vigili e dall’amministrazione comunale di Teano (Sindaco, assessori e consiglieri), nonostante i prevedibili tentativi di qualche politico locale di fingere ignoranza e di farsi scudo dell’ignavia. Diffonderemo il video sul nostro canale — seguito ogni giorno da decine di migliaia di persone — e sulle testate giornalistiche partner, affinché nessuno possa più giustificarsi dicendo di non sapere cosa stia realmente accadendo al Teatro Romano di Teano. Guardate il video dello scandalo. GUARDA IL SERVIZIO VIDEO
SCADANO 2. Le tettoie in plastica e fibra di vetro che dovrebbero proteggere gli elementi storici del Teatro sono distrutte, lasciando tutto alla mercé di intemperie e vandali. C’è da chiedersi dove finiscano le nostre tasse e perché i fondi europei del Pnrr o quelli regionali non arrivino qui.

SCANDALO 3. La violazione del Tempio di Apollo. All’ingresso principale la situazione non cambia: la porta della recinzione del Tempio di Apollo è stata divelta da tempo. All’interno sono evidenti le tracce di passaggi non autorizzati, probabilmente tombaroli o grossi animali, che continuano a causare danni.
Maledizione, fate qualcosa! Carabinieri Forestali, contiamo su di voi; Soprintendenza Archeologica, correte ai ripari! Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Sindaco, Giunta comunale: non potete fare finta di non vedere o di vedere solo erbacce e immondizia. Difendiamo e, insieme, pretendiamo la difesa del nostro patrimonio archeologico, il bene più prezioso di Teano, che forse le future generazioni di sidicini sapranno valorizzare meglio dei contemporanei.
Il Teatro romano di Teano fu scoperto dall’archeologo Werner Johannowsky, che ne individuò la fase tardo-ellenistica e l’adiacente santuario superiore. Tra la fine del II e il III secolo d.C., sotto imperatori come Traiano, Adriano, Settimio Severo e Gordiano, la struttura fu grandiosamente rinnovata, raggiungendo una capienza di 5mila spettatori (85-89 metri di diametro). Poiché la Campania stava diventando il nuovo “granaio dell’impero” a causa delle crisi con l’Egitto, Roma vi investì ingenti capitali, arricchendo il teatro di Teano con marmi preziosissimi. Per consentire l’ampliamento, fu parzialmente demolito il sovrastante tempio di Apollo (120-130 a.C.); la sua esistenza è stata confermata dal ritrovamento nella fossa scenica di un altare marmoreo con un’iscrizione in lingua osca dedicata al dio da un tribuno della plebe. GUARDA IL SERVIZIO VIDEO
Lassù, sulla cima della cavea, il tempio intercettato dagli archeologi all’epoca della Soprintendenza diretta da Maria Luisa Nava doveva essere scavato, restaurato e reso pienamente fruibile. Invece, camminiamo sui resti della storia: in età medievale il teatro divenne un cantiere di spoglio a cielo aperto, le case signorili della città vennero costellate con le sue pietre e colonne di alabastro, e sorsero persino forni per la produzione di ceramica e mattoni proprio di fronte alla scena. Oggi, una quantità immensa di materiale architettonico – statue augustee, dei capitelli e degli architravi alti fino a trenta metri – giace ammassata dall’altra parte della strada, fuori dal recinto, mentre i due ambulacri interni ancora percorribili e i resti dell’orchestra in opus sectile policromo restano sommersi dall’incuria.
Tutto questo ben di Dio è lasciato marcire nel disinteresse più totale (nonostante, per esempio, le ripetute denunce rivolte alle persone giuste dall’architetto Alfredo Balasco di Teano, archeologo e saggista). Tutto questo ben di Dio è lasciato marcire nel disinteresse più totale, mentre i resti architettonici del Teatro sono lasciati fuori sito ed esposti alle intemperie, mentre i cavi tagliati e i contatori spenti sono una vergogna ingiustificabile e i segni e i simboli della storia antica gridano vendetta. Noi abbiamo documentato tutto questo, con articolo firmato, non anonimo: ora la palla passa a chi ha il dovere e il potere di intervenire prima che sia troppo tardi.
