Morte del carabiniere 25enne. Ascoltati i genitori, setacciate chat e altri messaggi. FU ISTIGAZIONE AL SUICIDIO?
8 Giugno 2026 - 09:06
Accompagnati davanti al pm dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo
CURTI/SAN PRISCO – Sono stati ascoltati per diverse ore dal Pubblico Ministero, S. Procuratore della Repubblica del
Tribunale di La Spezia, la dott.ssa Monica Burani, il padre e la madre del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago suicidatosi presso il Comando Provinciale di La Spezia il 18 aprile scorso. Accolta la richiesta deà gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo che tutelano gli interessi della famiglia Sparago.
Giovanni, giovanissimo militare, era in servizio presso la Stazione Carabinieri di Borghetto Vara, città dell’hinterland di La Spezia in Liguria ma era originario di Curti, aveva soli 25 anni e da 7 anni era in servizio nell’Arma. Massimo riserbo sul contenuto delle dichiarazioni rilasciate dai genitori del sottufficiale al magistrato inquirente. Si presume che il papà e la mamma di Giovanni hanno riferito tutto quanto è a loro conoscenza sulla vita del figlio con il quale erano in contatto telefonico ogni giorno nonchè sulla messaggistica che si scambiavano con lui continuamente. Sulle confidenze ricevute da lui ecc…
I genitori di Giovanni potrebbero aver riferito al Pubblico Ministero fatti utili – per dare ulteriori spunti investigativi alle indagini – che se riscontrati, oltre a confermare l’ipotesi delittuosa dell’ istigazione al suicidio – a questo punto potrebbe portare a individuare dei responsabili del fatto criminoso in corso di accertamento.
Intanto sono iniziate le operazioni relative all’analisi dei dispositivi informatici di Giovanni Sparago : il suo smartphone, la sua Sim Card., il suo computer, il suo IPad. e le due sue chiavette USB.
Per tali operazioni sta procedendo la dott.ssa Silvia Spallarossa di Genova che ha fissato l’inizio delle operazioni nel suo laboratorio genovese il prossimo 10 giugno.
La famiglia Sparago, assistiti dagli avvocati Crisileo, ha nominato consulente di parte il dott. Luca De Gregorio, esperto di tecnica informatica di Napoli che assisterà personalmente all’estrazione delle copie forensi e a tutte le fasi successive.
Dovra’ essere esaminato il materiale informatico clonando le memorie contenute nei reperti, come disposto dal Pubblico Ministero.
Punto centrale della consulenza della Procura è quello di verificare se nei supporti informatici sequestrati vi siano chat, conversazioni, messaggi, files audio/video scambiati da Giovanni Sparago, da luglio 2025 fino al momento della sua morte. Verificare infine se vi siano riferimenti a gesti anticonservativi e/o a ingiurie, minacce, vessazioni di qualunque genere. Verificare, in particolare, tutti i contatti (chiamate, messaggi, etc.) avuti da Giovanni Sparago nel periodo 10-18 aprile 2026, evidenziando l’ultima attività effettuata il giorno 18 aprile.
Tutto ciò serve per risolvere il misterioso quesito : suicidio o istigazione al suicidio?
Intanto presso i RIS Carabinieri di Parma sono in corso gli accertamenti per rilevare eventuali residui di polvere da sparo sulle mani, sulle narici e sulle orecchie di Giovanni Sparago. Accertamenti che sono in corso alla presenza del Comandante dei RIS il Generale Matteo Donghi e del consulente balistico della famiglia Sparago, il dott. Paride Minervini di Siena. Intanto si attende l’esito dell’autopsia effettuata il 23 aprile scorso. presso la Medicina Legale del capoluogo ligure
