Presunta aggressione all’Isiss Stefanelli, il coordinamento nazionale dei dicenti diritti umani: “Occorre lavorare sugli spazi autentici di corresponsabilità educativa”

29 Marzo 2026 - 12:00

COORDINAMENTO NAZIONALE DEI DOCENTI DELLA DISCIPLINA “DIRITTI UMANI”
Viale San Concordio 636 |55100 Lucca |

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda
preoccupazione e ferma condanna per il grave episodio di presunta violenza verificatosi presso
l’ISISS Nicola Stefanelli di Mondragone in provincia di Caserta, dove uno studente avrebbe subito
un’aggressione di gruppo all’interno degli spogliatoi scolastici.
Al di là degli accertamenti in corso, che auspichiamo possano chiarire con rigore ogni
responsabilità, quanto emerso richiama con forza una questione più ampia e non più rinviabile: la
necessità di trasformare la cultura scolastica da semplice contesto di vigilanza a spazio autentico di
corresponsabilità educativa. La violenza, quando si manifesta in forma collettiva e organizzata, non
è mai un fatto isolato, ma il segnale di un vuoto relazionale, educativo e valoriale che deve essere
affrontato in modo strutturale.
In questo senso, pur riconoscendo l’impegno della dirigente scolastica Antonietta Pellegrino e della
comunità educante nell’attivare tempestivamente verifiche e collaborazioni istituzionali, riteniamo
necessario un cambio di prospettiva che renda stabile e visibile la presenza educativa adulta nei
momenti e nei luoghi più esposti alle dinamiche informali tra pari.
La risposta non può limitarsi a un rafforzamento dei controlli, ma deve tradursi in un investimento
concreto sulla qualità delle relazioni quotidiane. È necessario immaginare e attuare un modello in
cui la scuola si riappropri pienamente anche degli spazi “non didattici”, trasformandoli in contesti
educativi a tutti gli effetti. Ciò significa costruire una presenza adulta continua, riconoscibile e
formata, capace non solo di prevenire situazioni critiche, ma soprattutto di intercettare
precocemente segnali di disagio, isolamento o conflittualità, prima che degenerino.
In questa prospettiva, il CNDDU propone che ogni istituzione scolastica avvii un percorso
strutturato di “presidio educativo integrato”, inteso non come misura emergenziale, ma come scelta
pedagogica stabile. Tale presidio deve diventare parte integrante dell’organizzazione scolastica,
fondato su una corresponsabilità diffusa tra docenti, personale e studenti stessi, attraverso un patto
educativo rinnovato che restituisca centralità alla cura delle relazioni e alla tutela della persona.
Solo attraverso una presenza educativa autentica, quotidiana e intenzionale sarà possibile ricostruire
un clima di fiducia e sicurezza reale. L’episodio di Mondragone deve rappresentare un punto di
svolta: non un fatto da archiviare, ma un richiamo forte alla necessità di abitare la scuola in modo
più consapevole, più vicino agli studenti, più attento ai segnali che spesso restano invisibili fino a
quando non è troppo tardi.

prof. Romano Pesavento
Presidente Nazionale CNDDU