TUTTI I NOMI. Gioielliere casertano minacciato per avere soldi e Rolex. Inizia il processo al figlio del boss e altri 6
15 Giugno 2026 - 18:48
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è aperto davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo a presunti affiliati del clan Ligato-Lubrano. Gli imputati sono Giovanni Di Gaetano, 66 anni, detto “Giannino o’ napulitan”, e Graziano Insidioso, 60 anni. Entrambi sono di Pastorano. Le accuse sono di estorsione tentata e consumata in concorso, con l’aggravante del metodo mafioso, nei confronti di un gioielliere.
Sempre a giugno, cinque persone dovranno presentarsi davanti al giudice per l’udienza preliminare Maria Gabriella Iagulli del tribunale di Napoli, relativamente alla vicenda del gioielliere. E anche loro hanno scelto il rito abbreviato. Si tratta di Luigi Messuri, 55 anni di Pastorano; Michele Del Core, 41 anni, nato a Capua ma residente a Napoli; Lorenzo Lubrano, 42 anni, di Pignataro Maggiore, figlio del boss Raffaele Lubrano, ucciso in un agguato nel 2002; e Pasquale Veltre, 61 anni, di Pastorano.
Secondo le indagini della Dda di Napoli, coordinate dal sostituto procuratore Maria Laura Lalia Morra, il gruppo avrebbe preso di mira un gioielliere con due negozi, uno a Vitulazio e uno a Pignataro Maggiore. All’origine della vicenda c’è un debito contratto dal padre dell’uomo negli anni Novanta con Giovanni Di Gaetano. Il credito ammontava a 50 mila euro e un chilogrammo di oro. Alla morte del padre, Di Gaetano ha iniziato a chiedere il denaro al figlio a partire dal 2008. Le richieste avvenivano con cadenza mensile, tramite Graziano Insidioso. La vittima ha consegnato nel tempo contanti e gioielli per un valore complessivo stimato in circa 70 mila euro.
A gennaio 2025, Di Gaetano ha preteso un braccialetto di diamanti e un Rolex d’oro del valore di 30 mila euro. Il gioielliere ha rifiutato. Di Gaetano, offeso, ha lanciato i preziosi sul bancone ed è uscito. Pochi giorni dopo, Lorenzo Lubrano si è presentato nel negozio di Pignataro Maggiore con l’intenzione di fare da mediatore. Il gioielliere ha rifiutato. Successivamente è arrivato Pasquale Veltre, che ha cercato di organizzare un incontro chiarificatore a casa di Di Gaetano. Anche in questo caso la vittima ha detto di no.
Temendo ritorsioni, l’uomo ha denunciato tutto ai carabinieri. Gli investigatori hanno scoperto che il gruppo stava pianificando un pestaggio, anche con l’uso di armi, per convincere il gioielliere a pagare un’ulteriore somma di 50 mila euro prima delle festività natalizie.
