Omicidio dei fratelli Marrandino, l’assassino scrive una lettera alla famiglia: “Chiedo perdono, ma so che non basta”

17 Giugno 2026 - 17:58

L’udienza davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli, inizialmente fissata per oggi, è stata rinviata a causa…

CESA – Slitta al prossimo 3 luglio il processo di secondo grado per la morte dei fratelli Claudio e Marco Marrandino, i due giovani uccisi a colpi d’arma da fuoco il 15 giugno 2024 in via Astragata, nei pressi dello svincolo della statale Nola-Villa Literno.

L’udienza davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli, inizialmente fissata per oggi, è stata rinviata a causa dell’assenza di un giudice popolare, figura indispensabile per la composizione del collegio giudicante.

Il rinvio arriva a pochi giorni da una dichiarazione fatta pervenire alla Corte dall’imputato Antonio Mangiacapra, operaio 54enne originario di Cesa, attraverso il suo legale, l’avvocato Paolo Caterino. Nel documento, Mangiacapra riconosce la gravità del gesto compiuto e rivolge una richiesta di perdono ai familiari delle vittime, pur dichiarandosi consapevole che difficilmente potrà essere accolta.

Nelle sue parole, l’uomo afferma di non essere ancora riuscito a trovare una spiegazione razionale per quanto accaduto dopo il diverbio avuto con i due fratelli. Un litigio che, ammette lo stesso imputato, non può in alcun modo giustificare un’azione tanto drammatica ed estrema.

La prossima udienza sarà dedicata alla requisitoria del procuratore generale e alle discussioni delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese.

In primo grado, la Corte di Assise di Napoli, presieduta da Pasquale Cristiano con il giudice a latere Paola Valeria Scandone, aveva condannato Mangiacapra all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Antonio Vergara della Procura di Napoli Nord.

Contro quella sentenza la difesa, composta dagli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato, ha presentato ricorso in appello. Il procedimento riprenderà dunque il 3 luglio, data in cui entrerà nel vivo il confronto tra accusa, parti civili e difesa davanti alla Corte di Assise di Appello di Napoli.