SOLDI & CAMORRA. Nuovo sequestro per Apicella, spuntano altri 70mila euro: ecco chi li custodiva
19 Giugno 2026 - 09:43
L’obiettivo degli investigatori è ricostruire l’intera filiera dei flussi finanziari e verificare la provenienza delle somme ritenute riconducibili al patrimonio accumulato dal gruppo finito sotto indagine
CASAL DI PRINCIPE – Nuovo capitolo nell’inchiesta patrimoniale che coinvolge Dante Apicella, alias “Damigiana”. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro di ulteriori 70mila euro riconducibili, secondo l’impianto accusatorio, ai proventi della vendita di immobili già finiti sotto la lente degli investigatori.
La somma era nella disponibilità di Concetta Coppola, 79 anni, madre di Danica Coppola, moglie di Apicella. Secondo quanto ricostruito dai giudici, il denaro sarebbe stato trasferito il 26 novembre 2025 mediante bonifico dal conto intestato a Danica Coppola a quello della madre.
Il nuovo provvedimento si inserisce in un più ampio decreto di sequestro che aveva già interessato beni immobili, società, rapporti bancari e altre disponibilità finanziarie ritenute direttamente o indirettamente riconducibili ad Apicella, anche attraverso familiari e presunti prestanome.
Dante Apicella, noto come “Damigiana”, è ritenuto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere una figura imprenditoriale con interessi economici collegati alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Proprio nell’ambito di tale procedimento sono stati approfonditi i movimenti finanziari relativi alla vendita di alcuni immobili.
Secondo gli accertamenti confluiti nel decreto, sul conto di Danica Coppola sarebbero stati versati i proventi derivanti dalla cessione di un’abitazione situata a Telese Terme e di una villa a Baia Domizia, in via Erica, per un valore complessivo di circa 389mila euro. Somme già oggetto di precedenti misure di sequestro.
L’ulteriore vincolo sui 70mila euro rappresenta dunque un’estensione delle attività di aggressione patrimoniale avviate dalla Procura di Napoli e dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA), nell’ambito del procedimento che vede coinvolti lo stesso Apicella e Luigi Scalzone.
