S. FELICE. L’avvocato Michela Izzo si dimette da assessora alla Trasparenza: “Per dare maggiore spazio democratico, continuiamo a controllare l’amministrazione”

24 Giugno 2026 - 08:59

Chi conosce CasertaCe sa che non siamo grandi fan del pubblicare comunicati stampa o di seguire dinamiche e politiche locali, senza essere entrati prima su tutte le vicende. Un giornale lavorato artigianalmente come il nostro non può seguire tutte le storie dei 104 comuni. Ma dopo aver visto la nota redatta dall’avvocato Michela Izzo, apprezzata civilista di San Felice a Cancello, abbiamo voluto dedicarci del tempo perché, proprio conoscendo il suo lavoro, ritenevamo che se si fosse mossa per sottolineare una sua posizione chiara e netta, da assessora uscente alla Trasparenza, a questa andava dato spazio

SAN FELICE A CANCELLO – «L’antica Roma è caduta». Con questa affermazione l’avvocato Michela Izzo, consigliere comunale di minoranza al comune di San Felice a Cancello, interviene pubblicamente per chiarire la propria posizione dopo le recenti dimissioni dall’incarico di delegata alla Trasparenza.

La decisione di lasciare la delega, spiega Izzo, non sarebbe riconducibile a cambiamenti di schieramento politico né a particolari avvicinamenti all’amministrazione comunale, ma alla volontà di favorire una maggiore partecipazione e consentire anche ad altri amministratori di ricoprire tale ruolo nell’ultima fase della consiliatura.

La presa di posizione arriva a seguito di alcune voci su come, dopo le dimissioni dell’avvocato Izzo, gli unici interlocutori rimasti nel confronto politico con il sindaco Emilio Nuzzo fossero Eugenia Carfora e Giovanni Ferrara. Una lettura che, secondo la consigliera, rischia di trasmettere un’immagine non corrispondente alla realtà politica e amministrativa.

Izzo rivendica infatti la propria autonomia di giudizio e sottolinea di voler continuare a svolgere il ruolo di consigliere comunale nell’interesse esclusivo della cittadinanza. «Non siamo né di qua né di là – sostiene – ma sempre dalla parte del cittadino, votando in scienza e coscienza nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori».

Particolare attenzione viene riservata ai temi che da sempre caratterizzano il suo impegno pubblico e associativo, in particolare la tutela dell’ambiente, del territorio e dei consumatori. Proprio su questi argomenti, afferma, continuerà a concentrarsi l’azione politica futura.

Da qui il richiamo contenuto nel comunicato diffuso nelle ultime ore. Attraverso la metafora dell’antica Roma e del “sangue nell’arena”, Izzo critica una politica basata esclusivamente sullo scontro e sulla contrapposizione, ritenendo invece necessario promuovere un confronto fondato sui contenuti, sulla partecipazione democratica e sulla ricerca di soluzioni concrete per i cittadini.

Secondo la consigliera, le sfide attuali – dalle questioni economiche alla transizione energetica, fino alla necessità di riavvicinare i giovani alla politica – richiedono competenza, programmazione e dialogo, superando le logiche dello scontro permanente.

«Questo cambiamento richiede un dialogo inclusivo che superi la sterile contrapposizione partitica, ponendo al centro la competenza, la programmazione e il benessere dei cittadini», conclude Izzo, ribadendo la volontà di continuare il proprio impegno istituzionale a tutela della comunità di San Felice a Cancello.

IL TESTO DELL’AVVOCATO IZZO

Il fascino atavico per lo scontro e il “sangue nell’arena” resiste come triste retaggio culturale, ma l’antica Roma è caduta e le sue logiche imperiali e cruente non sono più sostenibili in una democrazia moderna.

La politica spesso spettacolarizza il conflitto perché le polemiche accese generano più attenzione mediatica (“panem et circenses”) rispetto al lavoro politico vero, talvolta silenzioso ma quotidiano.

L’approccio dello “scontro finale” paralizza le istituzioni e allontana i cittadini, incapaci di riconoscersi in una logica che non produce soluzioni concrete.

Le sfide attuali richiedono cooperazione e competenze complesse, strumenti inadatti a chi fa della rissa politica la propria unica strategia.

Il dibattito pubblico esige oggi un cambio di paradigma: serve un confronto basato sui contenuti.

Un cambio di paradigma nel dibattito pubblico supera la retorica e richiede processi decisionali fondati su strumenti di democrazia partecipativa.

Un cambio di paradigma è una trasformazione radicale e irreversibile del modo in cui interpretiamo la realtà, risolviamo i problemi o affrontiamo nuove sfide. Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma dell’abbandono di vecchie convinzioni a favore di una visione del mondo completamente nuova.

La politica oggi, più che mai, esige un cambiamento per rispondere a sfide complesse: le sfide economiche, la transizione energetica e la crisi di fiducia nelle istituzioni; in particolar modo, occorre riavvicinare i giovani alla politica. Questo significa passare dal “sangue nell’arena” a una visione strategica e di lungo periodo.

Questo cambiamento richiede un dialogo inclusivo che superi la sterile contrapposizione partitica, ponendo al centro la competenza, la programmazione e il benessere dei cittadini.

Ed io mi onoro di stare esclusivamente dalla parte di questi ultimi.