Matrimoni falsi con cittadine straniere: crolla il processo, assolti tutti gli imputati
24 Giugno 2026 - 10:05
Clamorosa svolta al Tribunale: le intercettazioni utilizzate dall’accusa erano prive dei decreti autorizzativi poiché provenienti da un diverso filone d’indagine antimafia. Anche la Procura chiede l’assoluzione con formula piena: «Il fatto non sussiste»
MARCIANISE – Si chiude con un colpo di scena e una totale riabilitazione per tutti gli imputati il processo di primo grado legato a un presunto giro di “matrimoni di comodo” finalizzati all’ottenimento di permessi di soggiorno per cittadine straniere. Il Tribunale di SANTA MARIA CAPUA VETERE II SEZ. PEN. MONO. ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula più ampia – “perché il fatto non sussiste” – nei confronti di Giovanni Moretta, Giuseppe Nasta e Pasquale Merola.
Una decisione netta che ha visto, alla fine della requisitoria, la stessa Procura della Repubblica allinearsi alle richieste dei difensori e invocare l’assoluzione piena per tutti i coinvolti.
L’inchiesta e il nodo delle intercettazioni inutilizzabili
La vicenda traeva origine da una pesante ipotesi accusatoria: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso (artt. 81, 110, 112 n. 1 c.p. e art. 12 comma 5 D.Lgs. 286/98), contestato ai quattro uomini in relazione alla celebrazione di un matrimonio asseritamente fittizio con una cittadina di nazionalità brasiliana. Il cuore del quadro probatorio poggiava su una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali. Tuttavia, nel corso del dibattimento, l’intero impianto accusatorio si è sgretolato sotto i colpi delle eccezioni sollevate dai collegi difensivi. Gli avvocati hanno infatti dimostrato come quelle intercettazioni fossero state captate nell’ambito di un altro e diverso procedimento penale incentrato sul reato di associazione mafiosa dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, e risultassero del tutto prive dei necessari decreti autorizzativi per poter essere trasposte e utilizzate in questo processo. L’inutilizzabilità delle stesse ha di fatto privato l’accusa delle sue fondamenta. Preso atto dell’insussistenza di prove valide, la stessa pubblica accusa ha dovuto rivedere radicalmente la propria posizione, formulando una formale richiesta di assoluzione. Le argomentazioni conclusive dei difensori hanno definitivamente sancito l’estraneità degli imputati rispetto ai fatti contestati. L’Avvocato Angelo Librace e Mariano Omarto difensori di fiducia di Giovanni Moretta hanno rimarcato l’assoluta mancanza di elementi certi e l’assenza del dolo specifico in capo al proprio assistito. Sulla stessa linea di rigore giuridico si sono attestate le discussioni dei colleghi, l’Avvocato Giuseppe De Lucia per la posizione di Giuseppe Nasta e l’Avvocato Mirella Baldascino per la difesa di Pasquale Merola, i quali hanno evidenziato il vuoto probatorio rimasto nell’aula di giustizia. L’Organo giudicante, accogliendo integralmente le tesi difensive e la stessa richiesta del Pubblico Ministero, ha prosciolto i quattro imputati ponendo la parola fine a una complessa e delicata vicenda giudiziaria che poteva portare ad una dura condanna per gli imputati. Le motivazioni del provvedimento saranno rese note con il deposito della sentenza nei termini di legge.
