Duplice omicidio dei fratelli Marrandino, confermato l’ergastolo in Appello
8 Luglio 2026 - 16:07
I fatti risalgono al 15 giugno 2024, quando Claudio e Marco Marrandino furono uccisi in via Astragata, nei pressi dello svincolo della strada statale che collega Nola a Villa Literno
CESA – La Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta da Rosa Anna Saraceno, ha confermato la condanna all’ergastolo per Antonio Mangiacapre, operaio 55enne di Cesa ritenuto responsabile del duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino.
La sentenza conferma integralmente il verdetto di primo grado, accogliendo la richiesta formulata dalla procuratrice generale Maria Aschettino, che nella sua requisitoria aveva chiesto il mantenimento della pena dell’ergastolo. Sulla stessa linea si erano espressi anche gli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese, legali delle parti civili.
La decisione è arrivata al termine della discussione della difesa, rappresentata dagli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato, che avevano illustrato le proprie argomentazioni nell’udienza successiva alla requisitoria dell’accusa.
I fatti risalgono al 15 giugno 2024, quando Claudio e Marco Marrandino furono uccisi in via Astragata, nei pressi dello svincolo della strada statale che collega Nola a Villa Literno. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due fratelli viaggiavano a bordo del loro SUV BMW bianco quando scoppiò una violenta lite con Mangiacapre.
Nel corso della discussione, l’uomo avrebbe estratto un’arma da fuoco, sparando prima contro Claudio, che era alla guida del veicolo, e successivamente contro Marco, il quale aveva tentato di allontanarsi per mettersi in salvo.
L’agguato avvenne sotto gli occhi di una pattuglia dei Carabinieri in transito, circostanza che consentì agli investigatori di identificare in tempi rapidi Mangiacapre come principale indiziato.
Le successive perquisizioni nella sua abitazione portarono al sequestro di un vero e proprio arsenale illegale: un fucile a canne mozze con matricola abrasa, una pistola semiautomatica e numerose munizioni. L’arma utilizzata per il duplice omicidio, tuttavia, non è mai stata ritrovata.
Nel corso della detenzione, a due anni dalla strage, Mangiacapre aveva inviato una lettera ai familiari delle vittime, chiedendo perdono per quanto accaduto.
