Poliziotto casertano accusato di aver aggredito l’ex fidanzata, la Cassazione mette la parola fine: ricorsi inammissibili, assoluzione definitiva

8 Luglio 2026 - 16:15

Guarriello è rientrato in servizio nella Questura di Milano dopo il parere favorevole espresso dal Capo della Polizia

CASERTA – Cala definitivamente il sipario sulla vicenda giudiziaria che ha visto protagonista il poliziotto casertano (originario di Carinola) Marco Guarriello, difeso dall’avvocato Nando Letizia, finito sotto processo con l’accusa di aver aggredito l’ex fidanzata e di aver danneggiato l’auto di un amico della donna.

La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle parti civili contro la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli, condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese processuali.

I ricorsi erano stati proposti da un’associazione in difesa delle donne e dalle parti civili Ida Passaretti e Andrea Cercillo, che avevano chiesto l’annullamento della decisione con cui, in secondo grado, era stata ribaltata la condanna emessa in primo grado.

L’udienza si è svolta nella mattinata di ieri davanti ai giudici della Suprema Corte. Poche ore dopo è arrivata la decisione: ricorsi dichiarati inammissibili. Un pronunciamento che rende definitiva l’assoluzione ottenuta in Appello e pone fine al procedimento penale.

Nel frattempo, anche sul piano amministrativo e professionale, la posizione del poliziotto è stata completamente rivalutata. Guarriello è infatti rientrato in servizio nella Questura di Milano dopo il parere favorevole espresso dal Capo della Polizia, su proposta del Questore del capoluogo lombardo.

Sono stati inoltre revocati il divieto di detenere armi e munizioni e la misura di prevenzione che gli era stata applicata nel corso della vicenda giudiziaria.

Con la pronuncia della Cassazione, dunque, diventa irrevocabile la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Appello, chiudendo definitivamente un caso che aveva avuto notevole eco anche per le conseguenze disciplinari e personali subite dall’agente nel corso degli anni.