MACRICO. La rivelazione di Adista: la Regione Campania nega i 15 milioni richiesti dalla Curia per l’area: stop al finanziamento per troppe opacità

8 Luglio 2026 - 11:54

Caserta (pm) – Apprendiamo da un articolo appena pubblicato dalla rivista Adista – settimanale di informazione indipendente sul mondo cattolico e le realtà religiose, edito a Roma, che spesso abbiamo citato per l’affidabilità delle sue informazioni e per la condivisibilità delle sue posizioni – che la Regione Campania ha negato il finanziamento di 15 milioni di euro che la Curia casertana attendeva per la “riqualificazione” dell’ex Macrico.

La notizia è notevole, soprattutto considerando l’impegno, anche propagandistico, che l’episcopio casertano ha profuso per ottenere la sovvenzione. Possiamo dire che se le sono inventate tutte. Compresa la sagra da strapaese che da alcune settimane va in scena nell’ex area militare, per la quale non si capisce chi ci guadagni e quanto, giacché i prezzi praticati dagli stand per cibo e bevande sono mediamente superiori a quelli dei comuni esercizi. Molti commercianti locali, infatti, non sono affatto contenti di queste pratiche, che rasentano la scorrettezza commerciale. Anche recentemente, i promotori delle iniziative di intrattenimento hanno parlato di migliaia di ingressi registrati finora. L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno verificare se gli incassi denunciati siano proporzionali; anche perché, siccome in città si è fatto un gran parlare di questo aspetto, siamo certi che controlli preventivi non siano finora mancati.

Prima di entrare nel merito del diniego del finanziamento, dobbiamo complimentarci con i giornalisti di Adista per la capacità di attingere a notizie così rilevanti pur operando da Roma.

Noi, nel nostro piccolo, avevamo interpellato formalmente, con una lettera del 9 giugno scorso, la Regione Campania sul destino della richiesta di fondi avanzata dall’Istituto di Sostentamento del Clero di Caserta. Finora non abbiamo ricevuto risposta, anche se avevamo immaginato che Roberto Fico, poiché si dice interprete di un nuovo rapporto tra il cittadino e l’ente regionale, potesse aver messo ordine in queste cose. Ma tant’è, campa cavallo. Un mese non è stato sufficiente per ottenere un riscontro a una richiesta legittima e rilevante, che riguarda una cifra considerevole e una questione capitale per la città quale la sorte dell’ex Macrico.

Tornando a noi, perché il finanziamento è stato negato? Prendiamo a prestito le parole dell’estensore dell’articolo, Luca Kocci:

L’ “Avvocatura della Campania: interpellata dal neopresidente Roberto Fico, ha dato parere negativo, e così la Regione ha definitivamente bloccato il finanziamento. Troppe le criticità legate all’operazione, come Adista segnalava già da tempo. Innanzitutto il presunto edificio religioso presente nell’area – che avrebbe dovuto giustificare l’intervento –, che è in realtà una piccola cappella privata della caserma risalente al tempo in cui il Macrico era gestito dalle Forze armate … abbandonata da decenni, oggi diroccata e mai utilizzata per il culto pubblico ma solo dai militari quando prestavano servizio. Poi il passaggio dell’area, a un prezzo sensibilmente fuori mercato che aveva insospettito persino il notaio incaricato di redigere l’atto, dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Caserta (Idsc) a “Diocesi di Caserta Ramo Ets”, un ente del terzo settore creato ad hoc dalla curia casertana che, a differenza dell’Idsc, avrebbe potuto ricevere regolarmente contributi pubblici, in questo caso dalla Regione (v. Adista Notizie nn. 27 e 39/25; 10/26). Un’operazione, quindi, contrassegnata da opacità tali da mettere in allarme alcuni funzionari e lo stesso presidente Fico, il quale ha opportunamente chiesto un parere all’Avvocatura della Regione Campania per non rischiare di dare il via libera a un finanziamento dai risvolti potenzialmente pericolosi, anche da un punto di vista giudiziario. Infatti l’Avvocatura ha evidenziato una serie di problemi, Fico ne ha preso atto e ha stracciato la pratica. Anche perché, particolare non trascurabile, il Giubileo 2025 è ormai un lontano ricordo”.

Non è finita qui. Kocci riferisce ulteriormente che la Curia di Caserta sta studiando altre soluzioni e cercando diverse fonti di finanziamento. Ma su questo passaggio incombe anche il futuro del vescovo, monsignor Pietro Lagnese, che alcune indiscrezioni danno in partenza da Caserta, o verso un’altra diocesi campana oppure per un incarico romano.

Per il momento è tutto e non è davvero poco.