CAMORRA & APPALTI. Condanna tombale all’imprenditore e al fratello dell’ex sindaco
14 Luglio 2026 - 09:58
CASERTA – La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per l’imprenditore Benito Lanza e per l’ex dipendente comunale di Villa di Briano, Nicola Magliulo, fratello dell’ex sindaco Dionigi, in carica negli anni dei fatti contestati, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il verdetto era stato emesso in primo grado dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva già ridimensionato le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia. Lanza era stato riconosciuto come un imprenditore in stretti rapporti d’affari con la criminalità organizzata, ma senza essere un membro organico del clan. Magliulo, invece, secondo l’accusa, avrebbe sfruttato il suo ruolo all’interno dell’ufficio tecnico del comune per favorire il clan facente capo al boss Antonio Iovine, fornendo informazioni sui bandi di gara e garantendo trattamenti preferenziali alle ditte vicine al clan.
L’inchiesta era partita nel 2015 e aveva fatto luce su una serie di ingerenze mafiose, tra cui una maxi gara da oltre 2,4 milioni di euro per lo svincolo della statale Nola-Villa Literno.
