TUTTI I NOMI. La banda di ragazzi delle rapine alle Poste, in banca e al centro scommesse: UN ASSOLTO E 5 CONDANNE
17 Luglio 2026 - 13:48
CASERTA – Il Tribunale di Aversa Napoli Nord ha inflitto pene severe ai componenti di una banda dedita a rapine a uffici postali e istituti di credito, con una sentenza che ha segnato una netta separazione tra le condanne e le assoluzioni. La pronuncia, emessa dal GUP Pia Sordetti all’udienza in rito abbreviato del 16 luglio, ha visto pene complessive che superano i trent’anni di reclusione per i principali imputati.
Le condanne più severe sono state comminate ad Antonio Maione, 23 anni, e Nicola Palma, 22 anni, entrambi riconosciuti colpevoli di una lunga serie di reati, tra cui associazione per delinquere, tentate e consumate rapine pluriaggravate, ricettazione e detenzione di armi. Il giudice ha unificato i reati in continuazione e, applicata la diminuente per il rito abbreviato, li ha condannati a 12 anni di reclusione ciascuno.
Pasquale Palma, 28 anni, fratello di Nicola, è stato condannato a 8 anni di reclusione e 2.800 euro di multa per la sua partecipazione a diverse rapine e al sodalizio criminale. Thomas Sannio La, 21 anni, ha ricevuto una pena di 4 anni e 8 mesi per il coinvolgimento nella rapina alla Banca di Credito Popolare di Giugliano in Campania. Carlo Di Marino, 21 anni, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) per ricettazione di un’autovettura rubata.
Il sodalizio, secondo quanto ricostruito dalla Procura, si riforniva di auto rubate, alle quali venivano applicate targhe anch’esse provento di furto, per poi colpire gli obiettivi con modalità violente. In alcuni casi i banditi hanno fatto fuoco, esplodendo colpi di pistola che hanno attinto autovetture in transito con dipendenti degli uffici postali a bordo. In un’occasione, il colpo esploso da Maione, a distanza ravvicinata dal finestrino di un’Audi A3 in marcia, ha attinto il piantone centrale all’altezza del collo dei due occupanti, che sono sopravvissuti senza particolari danni.
Il giudizio ha fatto registrare anche un’assoluzione. L.C., 33enne, è stato assolto per non aver commesso il fatto dai reati a lui ascritti. Secondo l’impostazione dell’accusa, L.C. avrebbe fatto parte di un sodalizio criminale dedito a rapine ai danni di uffici postali e istituti di credito, nonché a furti e ricettazioni di veicoli e targhe utilizzati per i colpi. In particolare, gli veniva contestata la partecipazione alla rapina messa a segno presso il centro scommesse Kingbet di Cesa. Per questi reati, la Procura della Repubblica di Aversa Napoli Nord aveva richiesto una condanna a sei anni di reclusione.
A difendere L.C. sono stati gli avvocati Pietro Cesaro e Alessandro Pelliccia, che hanno sostenuto con determinazione la piena estraneità del loro assistito ai fatti, richiamando i rigorosi criteri necessari per affermare la responsabilità penale. La strategia difensiva ha trovato piena accoglienza dinanzi al giudice.
Il GUP ha assolto L.C. “per non aver commesso il fatto”, formula che esclude qualsiasi coinvolgimento, sia nelle condotte di supporto alla rapina, sia nella partecipazione all’associazione per delinquere. La pronuncia si distingue per la sua nettezza, soprattutto considerando che tutti gli altri imputati del medesimo procedimento sono stati invece riconosciuti colpevoli e condannati, anche per il reato associativo.
Assoluzioni anche per Maione da due capi d’imputazione (uno dei quali riqualificato come danneggiamento), per Pasquale Palma da un reato, e per Di Marino e Sanniola dall’accusa di associazione per delinquere.
