Il TAR Lazio ribadisce l’obbligo del Ministero dell’Istruzione e del Merito di pronunciarsi sulle istanze dei docenti per il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero

22 Luglio 2026 - 15:11

Con la sentenza n. 13399/2026, ottenuta nell’ambito di un ricorso patrocinato dall’Avv. Achille Reccia, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Quinta Bis – è tornato a pronunciarsi sul tema del riconoscimento dei titoli di specializzazione conseguiti all’estero, accogliendo un ricorso volto ad accertare l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’istanza di riconoscimento del titolo di sostegno conseguito in Spagna.

Il Collegio ha ribadito che l’Amministrazione è tenuta a concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso, nel rispetto della disciplina prevista dal D.Lgs. n. 206/2007 e dei principi dettati dalla normativa europea in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali. Accertato il decorso del termine previsto dalla legge senza alcuna determinazione da parte del Ministero, il TAR ha ritenuto sussistente il silenzio-inadempimento.

In accoglimento del ricorso, il Tribunale ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di pronunciarsi sull’istanza entro 120 giorni dalla notificazione o dalla comunicazione della sentenza. Ha inoltre disposto che, in caso di ulteriore inerzia dell’Amministrazione, provveda un Commissario ad acta, chiamato ad adottare il provvedimento sostitutivo entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato altresì condannato al pagamento delle spese di giudizio.

La decisione conferma un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa, secondo cui il diritto dei docenti ad ottenere una risposta espressa sulle domande di riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero non può essere compromesso dall’inerzia della Pubblica Amministrazione. Il principio affermato dal TAR rafforza l’obbligo dell’Amministrazione di definire i procedimenti entro termini certi, garantendo l’effettività della tutela riconosciuta dall’ordinamento.

La pronuncia, ottenuta dall’Avv. Achille Reccia, si inserisce nel contesto del contenzioso amministrativo relativo al riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero e costituisce un’ulteriore applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di silenzio-inadempimento, confermando l’obbligo dell’Amministrazione di concludere i procedimenti con un provvedimento espresso nei termini previsti dalla legge.