Per lui una richiesta di arresto. Il sindaco Pasquale Marrandino si è dimesso
23 Luglio 2026 - 18:28
Il Gip lo sottoporrà ad interrogatorio di garanzia il prossimo 30 luglio e sicuramente attenderà per decidere lo scorrimento del termine di 20 giorni entro il quale queste dimissioni possono essere sempre ritirate, ma la decisione si configura com’è un fatto discriminante rispetto alle possibili mosse di Angela Mennella.
CASTEL VOLTURNO (g.g.) – Pasquale Marrandino si è dimesso come era tutto sommato prevedibile all’indomani della richiesta di arresto formulata nei suoi confronti dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone della procura di Santa Maria Capua Vetere.
Sappiamo bene che le dimissioni del sindaco sono comunque legate ad un termine di 20 giorni, entro il quale ai sensi del TUEL possono essere ritirate.
Ma in questo caso riteniamo che sia molto difficile che ciò avvenga perché le dimissioni arrivano proprio per eliminare un elemento di base su cui si fonderebbe la decisione del Gip Angela Mennella del tribunale sammaritano che ricordiamo sottoporrà Marrandino all’interrogatorio di garanzia giovedì 30 luglio.
Si sa che un sindaco in carica può reiterare il reato ed è in condizione di inquinare le prove. Siccome le riprese video, ottenute dagli inquirenti attraverso la microcamera installata nell’auto del primo cittadino mentre l’ingegnere di Cancello Arnone Daniele De Caprio gli versava i soldi di una presunta mazzetta, siccome l’ammissione del coindagato Umberto Sementini, marito dell’ex consigliera comunale Veronica Sperlongano, il quale ha confessato di aver raccolto una tangente consegnatagli dai dirigenti della Tecnocervice Srl – poi diventata vincitrice della raccolta RSU di Castel Volturno – destinata a Pasquale Marrandino, al tempo in cui questi era vicesindaco all’ambiente e ai rifiuti.
La decisione di arrestare o non arrestare Marrandino dovrebbe essere motivata dall’esistenza di motivi cautelari, il pericolo di fuga e, per l’appunto, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Si può già prevedere dunque che il Gip, dovendosi prendere un po’ di tempo per la sua decisione, farà scorrere a scanso di equivoci l’intero termine dei 20 giorni che scadrà il prossimo 11 agosto.
