APPALTI & MAZZETTE. I Caprio, al momento, sono innocentissimi, ma se i pm hanno ragione questi qua che non sono più intelligenti e preparati di noi, si sono fottuti 100milioni di euro solo fra Dragoni e dintorni con gare truccate. Ecco l’ultimo caso
22 Maggio 2026 - 14:19
Così come ci arrivano sempre lamentele come se ce le fossimo inventate queste accuse se non fossero stata, al contrario, messe nere su bianco dai pm di Santa Maria Capua Vetere allora siamo costretti a ripetere per l’ennesima volta delle ovvietà. Nel caso specifico il copione è sempre lo stesso: i Caprio invadono la gara con consorzi tutti riferibili e loro, scrivono su un biglietto i nomi dei componenti della commissione a loro graditi. E poi è festa grande anche per le mogli dei tecnici
CASERTA (g.g.) Facciamoci, come si suol dire, il segno della croce altrimenti i Caprio si arrabbiano e dicono che noi di CasertaCe li vogliamo perseguitare quando ciò non è assolutamente vero in quanto questo giornale non ne ha mai fatto una questione personale né nei loro confronti e né nei confronti di qualsiasi altra persona di cui ci occupiamo solo e solamente in relazione alla veste pubblica ricoperta oppure alle relazioni che, nella funzione di imprenditore, si vanno a sviluppare con la res publica, cioè con il danaro appartenente a tutti i cittadini-contribuenti
Per cui, raccontiamo una vicenda che non abbiamo scoperto noi, ma è stata messa nero su bianco da due valenti sostituti procuratori operanti a Santa Maria Capua Vetere vale a dire Gerardina Cozzolino e Anna Ida Capone. Questa sezione di lavoro relativa ai reati i-po- tiz-za-ti (avete capito bene, ipotizzati) riguarda la vicenda dell’ennesimo appalto aggiudicato nei comuni del Medio Volturno a imprese della famiglia Caprio, nativa di Casal di Principe e, in parte, trapiantata a Caserta. Il Comune in questione è quello di Dragoni
Ah, a proposito: qualora i Caprio o qualsiasi altra persona citata in questo e negli altri articoli da noi dedicati all’inchiesta giudiziaria dei due pm appena citati, volesse replicare dire la propria, confutare, contestare noi siamo pienamente a disposizione per discutere partendo dalla pubblicazione integrale dei testi redatti da chi contesta, confuta etc
Allora dicevamo Dragoni: l’appalto è quello della “Riqualificazione ambientale della zona Pantano mediante il potenziamento, completamento e adeguamento dei collettori fognari e dell’impianto di depurazione”, per un importo complessivo di quasi 4 milioni di euro
Secondo la Procura tutto concordato e tutto pilotato allo scopo di favorire l’aggiudicazione dei lavori alla solita Italia Impresit s.r.l., una delle punte di diamante della famiglia Caprio. La gara fu aggiudicata al Research Consorzio Stabile Scarl, risultato poi vincitore della gara del 16 marzo 2022. Il tutto per la discretissima somma di 4milioni che se facciamo un addizione – e non è detto che non la faremo alla fine – di tutte queste aggiudicazioni sub iudice qui superiamo ampiamente quota 60/ 70 e forse ci avviciniamo addirittura ai 100milioni di euro finiti nelle casse dei Caprio
Tutto telecomandato: i Caprio invadono letteralmente questa gara con più consorzi. Perché la forza, la potenza di questa famiglia ha portato la stessa a entrare in moltissimi soggetti di questo genere con sedi in tutta Italia. Entrare ma anche condizionare la loro partecipazione anche solo nella parte di figuranti, nella parte di comparse con la finalizzazione di dare a intendere che si trattasse di gare effettivamente contese, combattute quando in realtà era già tutto deciso in partenza. Ovviamente perché questo sistema diventasse infallibile occorreva che il tutto si muovesse dentro alla procedura delle cosiddette offerte economicamente più vantaggiose che, a dispetto della definizione significa proprio il contrario e cioè che il ribasso economico non conta un cazzo o quasi e che al contrario tutto sia nelle mani di un potere discrezionale delle commissioni nel momento in cui queste esprimono atti valutativi delle cosiddette offerte migliorative
E ci avete anche rotto le scatole con questa roba perché francamente non se ne può più. Noi ci auguriamo che i Caprio siano del tutto innocenti, perché se non fosse così con questi giochini solamente nei comuni del Medio Volturno, ripetiamo, questi qua si sono messi in tasca quasi 100milioni euro, e siccome questi non sono più intelligenti di noi, né più preparati, vuol dire che, augurandoci sempre la loro piena estraneità ai fatti contestati se dovessero essere colpevoli metterli in galera non servirebbe a nulla ma occorrerebbe che restituiscano i 100milioni di qua e tanti altri che la famiglia Caprio messa insieme avrà già da tempo festeggiato il miliardo di euro di appalti e se non sono più intelligenti e preparati di noi e della media dei cittadini, allora c’è qualcosa che non funziona nel processo meritocratico di affermazione delle persone e delle entità imprenditoriali di questa provincia. L’ennesimo eroe della vicenda si chiamerebbe, sempre secondo i pubblici ministeri, mr Romano Landi RUP della gara e responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Dragoni. Siccome qui il kit è completo e nessun altro imprenditore di questa provincia e forse di questa regione è mai arrivato al punto dove sono arrivati i Caprio (e basta, quando si esagera si esagera) anche in questo caso commissione fatta su misura indicata dai Caprio e passata con un post-it dall’allora vice sindaco e assessore ai lavori pubblici le cui generalità non decliniamo in quanto è morto, al citato Romano Landi. Inutile dire che tutto il procedimento è stato viziato. In commissione c’era un tal Angelo De Simone della serie casa e famiglia in quanto, pensate un po’ doveva aggiudicare la gara essendo contemporaneamente a libro paga dei Caprio per incarichi professionali da questi erogatigli Nello stesso capo d’imputazione provvisorio si fa inoltre riferimento, per l’ennesima volta, al solito fuoriclasse Fabio Leontetti che da RUP di una gara nominato illegittimamente Maria Luisa Morone quale supporto al Rup per la stessa opera pubblica. Secondo la Procura, Legnetti avrebbe dovuto astenersi per i rapporti professionali esistenti tra Morone, il marito Matteo Iannotta — ritenuto socio occulto della Sannio Servizi Tecnici ed Ingegneria — e Silvia Rapuano, moglie dello stesso Legnetti e socia della società.
Gli indagati per questo capo sono Ubaldo, Francesco e Luigi Caprio unitamente ad Antonella Biasiucci, legale rappresentante della Casertana Costruzioni s.r.l a Francesco Alario, legale rappresentante della Italia Impresit s.r.l; Paolo Landi Romano, Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Dragoni e di RUP della gara; Angelo De Simone, Lorenzo Serino e Antonello Pesa, membri della Commissione di gara scelti “ad hoc” scelti da Paolo Landi Romano
