ARRESTI E BLITZ AL FIGLIO DEL SUPERBOSS. Decine di persone in manette. I soldi di Peppe O’ Padrin riciclati in BAR, LIDI E PISCINE: TUTTO SEQUESTRATO
7 Luglio 2026 - 13:20
CASERTA – La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone, ritenute affiliate al clan dei Casalesi, fazione Russo-Schiavone. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini, avviate nel 2022, hanno ricostruito l’organigramma dell’organizzazione criminale, i cui vertici sono individuati nei discendenti di Russo Giuseppe, detto “Peppe o’ padrino”, fedelissimo di Schiavone Francesco, “Sandokan”, detenuto al 41-bis.
Secondo l’accusa, il clan gestiva la distribuzione del denaro proveniente da attività legali e illegali alle famiglie dei detenuti, curava gli interessi economici e imprenditoriali del sodalizio e garantiva canali di reimpiego e riciclaggio. I vertici mantenevano i rapporti comunicativi tra i detenuti al 41-bis e gli affiliati ancora in libertà, intervenendo anche nella risoluzione di controversie tra privati su richiesta degli interessati.
L’organizzazione si avvaleva di “squadrette” di picchiatori per azioni intimidatorie. Sono stati ricostruiti pestaggi e spedizioni punitive ai danni di soggetti con cui erano emerse conflittualità, per debiti di gioco o per lesioni all’onore della famiglia. Il reggente del clan aveva assunto il controllo di numerose attività economiche a Castel Volturno: bar, un lido balneare, una gelateria, una piscina con bar, una sala scommesse e una pizzetteria.
Tra le attività illecite, anche l’installazione e lo sfruttamento di apparecchi da gioco vietati e la raccolta di scommesse su piattaforme illegali. In uno dei locali era stata costituita un’associazione per lo spaccio di stupefacenti a beneficio degli avventori. Sono state accertate anche intestazioni fittizie di attività commerciali e beni, con operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio. Contestualmente, è in corso un sequestro preventivo di 14 società, immobili, box, veicoli e una villa, per un valore complessivo stimato in oltre due milioni di euro. Gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
