ASI&MILIONI. La Regione s’è desta. Oliviero e Zannini per eliminare la vergognosa gabella imposta agli imprenditori e per il caso Impreco 

25 Dicembre 2020 - 18:26

CASERTA – Diciamocela tutta: al di là della nostra narrazione, condotta senza paura e sopportando tutto, anche che il presidente dell’Asi Raffaela Pignetti abbia speso circa 60mila euro di soldi pubblici per bombardare di querele e citazioni il sottoscritto, un dato di ordine generale è emerso davanti ai nostri occhi:

la Regione Campania, che svolge una funzione molto importante di controllo e che possiede il potere legislativo manifestatosi negli anni attraverso un corredo di leggi regolanti la vita nei consorzi intercomunali di gestione delle aree industriali, è stata negli ultimi anni la grande assente.

Nel senso che, per motivi ufficialmente ignoti, ma dobbiamo pensare ad una delega di stampo feudale, attribuita all’allora consigliere regionale Stefano Graziano, l’Asi di Caserta ha fatto il bello e il cattivo tempo, come riteniamo di aver ampiamente dimostrato.

Per cui, incoraggianti sono i segnali emersi durante il dibattito e il voto sulla legge di Bilancio o Finanziaria che dir si voglia, licenziata l’altro ieri dal Consiglio.

Per il momento non cambia nulla, ma sia Gennaro Oliviero, tra le altre cose presidente del Consiglio Regionale, sia Giovanni Zannini, hanno dato segni tangibili di vita, presentando tre emendamenti, due Oliviero e uno Zannini, finalizzati, fondamentalmente, a riprendere il filo della legittimità tra l’Asi di Caserta e la Regione Campania che, attraverso emendamenti come quelli che andremo brevemente a illustrare, dimostra di volersi semplicemente riappropriare del proprio ruolo statutario, gestito da Graziano negli anni scorsi, con tutte le conseguenze che abbiamo raccontato soprattutto sull’incredibile fronte riguardante la famiglia di Ferdinando Canciello, che ha fatto il bello e il cattivo tempo anche grazie alla “cortese collaborazione” degli Uffici Tecnici di Teverola e di Carinaro.

Sapete che l’Asi di Caserta possiede terreni anche a Vairano, Sparanise, Pietravairano e altre zone dell’Alto Casertano? Probabilmente non lo sanno neppure alcuni consiglieri di amministrazione, perché la gestione di Stefano Graziano ha creato una sorta di suggestione per la quale in tanti ritengono che l’Asi sia solo all’interno del comparto di Aversa Nord, comprendente il principale comune dell’agro aversano, i già citati Teverola e Carinaro, e Gricignano.

L’Asi dell’Alto Casertano è il nulla: zero infrastrutture, zero servizi, ma agli imprenditori che vorrebbero insediare un capannone viene fatto pagare lo stesso un onere di urbanizzazione che è una vera e propria gabella, ingiustificata se non dalla necessità di far pagare i conti provati dal modo molto disinvolto con cui sono state amministrate (si fa per dire) le concessioni nel comparto di Aversa Nord, soprattutto per trovare i quattrini da spendere per la lunga teoria degli inutili consulenti, incaricati esterni, compresi gli avvocati strapagati per le cause contro di noi, per il quali la Pignetti non ha mai scucito un solo euro dalle proprie tasche.

Ebbene, uno degli emendamenti di Gennaro Oliviero, che verrà sicuramente inserito nel cosiddetto “collegato alla Finanziaria” da approvare a gennaio, consiste nell’esenzione di questo “onere dovuto dalle imprese che si insediano negli agglomerati che non sono stati oggetto di urbanizzazione ed infrastrutture”.

Il secondo emendamento di Oliviero è proprio finalizzato a ricostituire una regolarità relazionale tra Asi e Regione. Riguarda, infatti, l’attribuzione, in applicazione di una legge regionale fino ad oggi non applicata, al presidente della giunta dei poteri di nomina dei commissari ad acta, che intervengono all’interno dell’Asi.

Questo vi fa capire quanto sia stata disattenta, sciatta, la funzione della Regione, in pratica devoluta ad una sola persona, cioè Graziano, e al suo cerchio magico.

Il terzo emendamento, non stiamo leggendo la Costituzione americana, ma come più prosaiche, è interessante al pari di quelli di Oliviero.

Com’è noto, la Regione Campania ha acquistato dallo Stato la rinomata e famigerata area Impreco, un’altra grande occasione persa per questo territorio.

Ora chiede all’Asi di procedere alla sua vendita agli imprenditori interessati per insediare le loro attività. Ci piacerebbe conoscere il nome dei dirigenti e dei funzionari regionali che si occupano di queste cose.

L’Asi, infatti, per regolamento tratterrebbe il 30%, quasi un terzo, dei proventi di questa operazione, che poi c’è chi dice che noi esageriamo quando abbiamo ridefinito l’Asi di Caserta non più Area di Sviluppi Industriale, bensì Area di Sviluppo Immobiliare.

Anche il doveroso emendamento di Zannini, finalizzato ad evitare che la Regione Campania subisca un danno economico di questo rilievo, dopo aver scucito una montagna di quattrini per acquistare l’ex area Impreco, ha intenzione di riproporre la sua iniziativa in sede di “collegato alla Finanziaria”.

EMENDAMENTO 10.4

EMENDAMENTO 10.3