CAOS TOTALE 118. Infermiera casertana denuncia: “Aggredita da persone della Croce Bianca” che gestisce il servizio ambulanze pagato dall’ASL

16 Marzo 2026 - 17:13

L’infermiera è stata anche licenziata e non a caso è stato proclamato uno stato d’agitazione dal sindacato Nursind, il quale parla di un “clima di terrore e licenziamenti ritorsivi alla Croce Bianca Salerno”. Abbiamo questa denuncia in mano da alcuni giorni e abbiamo chiesto una risposta, tramite un contatto comune, alla Croce Bianca di Salerno. Non avendo ricevuto risposta, vi rendiamo noto il resoconto della denuncia presentata dalla donna ai carabinieri, in attesa di conoscere la versione della storia dei Guariglia

CASERTA (l.v.r.) – Ha aspettato qualche giorno, poi ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri. La protagonista è un’infermiera casertana, in servizio su un’ambulanza del 118 per conto della Croce Bianca Salerno alla postazione di Mondragone. La sua denuncia, depositata in Procura, descrive una presunta escalation di tensioni culminata in un controllo a sorpresa finito con tanto di aggressione verbale e fisica e un successivo abbandono durante un malore.

Tutto sarebbe accaduto nel primo pomeriggio del 7 marzo scorso, nella sede operativa di Mondragone. Secondo il racconto della donna, mentre si trovava in postazione con i colleghi, sarebbero arrivate cinque persone. Con lei c’erano Vito Guariglia, direttore generale della Croce Bianca Salerno, Antonio Guariglia, Baldassarre Proto, responsabile autisti e mezzi, e l’infermiere Giovanni Savignano. Con loro anche una donna, il cui nome sarebbe Paola Apicella. Il motivo ufficiale era una verifica dell’ambulanza e del materiale sanitario.

Quello che doveva essere un semplice controllo, però, si sarebbe subito trasformato in un interrogatorio serrato nei confronti dell’infermiera. Le contestazioni sono piovute una dopo l’altra: un respiratore mancante (ritirato, secondo la denunciante, proprio dall’associazione un anno prima), un kit parto scaduto, mancante sempre per colpa della cooperativa, polvere su alcune superfici, persino una confezione di farmaci con scadenza marzo 2026 che l’infermiera difendeva come ancora valida fino a fine mese.

A ogni risposta, però, la tensione sarebbe aumentata. La donna riferisce di essere stata ripetutamente insultata e apostrofata come “scostumata” da Antonio Guariglia, che le avrebbe anche urlato: “Stai zitta, mi stai buttando vent’anni di Croce Bianca nel cesso”. L’atmosfera, già pesante, sarebbe degenerata quando, dopo un’ora di controlli, è arrivata una chiamata dalla centrale operativa per un intervento.

L’infermiera, dopo tutto quel bailamme e con il materiale messo sottosopra, ha ritenuto di dover bloccare il mezzo e ha avvisato la centrale, che ha girato la chiamata ad un’altra ambulanza. A quel punto, secondo la denuncia, la reazione del gruppo ispettivo sarebbe stata furiosa. La signora Apicella l’avrebbe spintonata, e Antonio Guariglia, anziché placare gli animi, si sarebbe messo dalla parte dell’aggressore, spingendo a sua volta la lavoratrice e accusandola di aver alzato le mani per prima.

Sotto shock e con la pressione alle stelle, l’infermiera è stata colta da un malore e ha chiesto aiuto, chiamando il 118 e i carabinieri. Ma a quel punto, racconta la donna, tutto il gruppo – Guariglia, Proto, Savignano e Apicella – se ne sarebbe andato, lasciandola da sola in attesa dei soccorsi, che sono poi arrivati da Sessa Aurunca. L’ambulanza, dichiarata “uno schifo” durante l’ispezione, è stata invece fatta uscire subito dopo per un altro intervento, con il solo Savignano a bordo al posto dell’infermiera denunciante.

Portata al pronto soccorso di Pineta Grande, le sono stati diagnosticati uno stato di agitazione e cefalea post-aggressione, con una prognosi di sei giorni. Nella sua denuncia, l’infermiera lega questo episodio alle recenti tensioni con l’associazione per i ritardi nei pagamenti degli stipendi, come raccontato anche da CasertaCe, che l’avevano portata, insieme ad altri colleghi, a rivolgersi a un sindacato e a un legale. Un situazione degenerata addirittura con il licenziamento dell’infermiera.

Ora la Procura dovrà fare luce su quanto accaduto. A questo punto, nonostante abbiamo già chiesto una risposta ai Guariglia e, di riflesso alla Croce Bianca, in via informale tramite un contatto comune, forse è il caso che esca fuori la loro versione della storia se, come immaginiamo, ritengono non sia successo quanto dichiarato dall’infermiera.

E cercheremo che l’ASL Caserta, fino ad ora colpevolmente silente rispetto a quanto emerso in quest’ultimo anno relativamente alle ambulanze e alle organizzazioni di volontariato, avrà la forza, la capacità almeno di chiedere lumi sia alla Croce Bianca, sia agli infermieri.