CASERTA-VIA MAZZINI, LA FOTO. Dalla movida del cicchetto alla movida dell’ombrellone. L’amministrazione comunale non fa rispettare una sua ordinanza sul Bar Cristopher

CASERTA (G. G.) – Scrive il TAR della Campania in una sua ordinanza dello scorso 20 Novembre: “[…] Respinge l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento impugnato e condanna il ricorrente al pagamento in favore del Comune di Caserta delle spese processuali […]”.
Stavolta non ci hanno potuto nemmeno i fantasmagorici giochi di prestigio che Giovanni Natale ha imparato dai suoi maestr Franco Biondi e Carmine Sorbo. Stavolta, il Comune di Caserta è stato costretto a vincere una causa al TAR facendo fare anche una bella figura all’Avv. Giuseppina Di Biasio, che come sanno i nostri lettori è la figliola del trasparentissimo Presidente del Consorzio Idrico di Caserta Pasquale Di Biasio, che il Comune ha rappresentato in giudizio per effetto di un incarico a lei assegnato naturalmente per le sue indubbie qualità professionali e non certo perché il genitore è un uomo dei meccanismi del potere e del sottopotere di questa provincia, e dunque un affine al Sindaco che governa la città capoluogo.

Il ricorso vinto dal Comune riguarda una sua ordinanza che stavolta non sono riusciti a scrivere in modo tale da essere regolarmente impallinata dal TAR, come è capitato, facciamo un esempio tra mille possibili, per la pompa di benzina in zona Iperion del cugino del Consigliere Regionale Stefano Graziano.
Evidentemente la condizione del commerciante che quest’ordinanza aveva subito, stiamo parlando del signore Pasquale De Cristofaro, titolare del Bar Cristopher in largo San Sebastiano, per intenderci in via Mazzini, era totalmente indifendibile e talmente evidente in quelle che erano le irregolarità e gli abusivismi consumati ai danni della città che pensare ad un verdetto positivo del TAR era letteralmente impossibile.
Eppure, il commerciante in questione quasi quasi era riuscito ad ottenere qualcosa dall’organo della giurisdizione amministrativa. Lo scorso 31 Ottobre, infatti, i tavolini erano ricomparsi per effetto di una decisione monocratica del Presidente del TAR, ci risulta in audita altera parte, cioè senza la necessità di costituzione da parte del convenuto, cioè del Comune di Caserta, che aveva sospeso temporaneamente gli effetti dell’ordinanza sgombera-tavolini fino al giudizio successivo.
Il verdetto è quello che avete letto in cima a questo articolo, per cui dal 21 Novembre i tavolini sono scomparsi, ma il megaombrellone ad uso gazebo è ancora lì presente. Ed oggi i martiri del comitato che si batte per una movida civile e rispettosa delle norme che formano le leggi, ci hanno inviato una foto che come si suol dire vale da sè dell’ombrellone che stazione imperterrito ed impunito. Piano piano, altrimenti l’assessore al Lidl e all’Eurospin, pardon alle attività produttive, Emiliano Casale, comincia a frignare dicendo che noi ce l’avremmo con lui.
Sarebbe suo compito segnalare questa segnalazione incresciosa ai Vigili Urbani, che a loro volta hanno il dovere istituzionale, normativo, di far rispettare le ordinanze, e dunque nel caso specifico di far rimuovere quest’ombrellone.