MARCIANISE. “Aiuto non concreto”. La Cassazione dice no al riconoscimento della collaborazione di Pasquale Di Giovanni

29 Aprile 2019 - 15:51

MARCIANISE (red.cro.) – A Pasquale Di Giovanni, 61enne imprenditore marcianisano del settore dei rifiuti, per anni al centro di un processo riguardante lo smaltimento illegale di rifiuti e il rapporti con il clan Bleforte, è stato il riconoscimento dei benefici per la collaborazione prestata alla giustizia. La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Di Giovanni nei confronti della decisione del Tribunale di sorveglianza, che aveva già negato tale possibilità.

Secondo i giudici, Di Giovanni sarebbe testimone di giustizia ma non collaboratore, poichè non avrebbe offerto un “aiuto concreto” alle autorità che svolgevano le indagini. Questa versione è stata confermata dal tribunale dell’ultima istanza che ha rigettato il ricorso.

Inizialmente Di Giovanni aveva fatto alcune dichiarazioni, parlando di Angelo Grillo, ricevendo la provvisoria ammissione al programma di protezione. In seguito l’imprenditore aveva negato i suoi rapporti con i Belforte e l’intestazione fiduciaria dei beni del clan. Secondo le indagini, Di Giovanni corrispondeva una somma fissa al clan Belforte. dopo aver avuto la gestione del depuratore di Marcianise.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA