CLAN ZAGARIA, 8 ARRESTI. Il Gip di Aversa Napoli-Nord invia gli atti al Tribunale di Napoli. Ecco i giorni che occorreranno per conoscere le decisioni su Costantino Garofalo & co.
10 Luglio 2026 - 16:30
Gli atti sono stati trasmessi al Gip del Tribunale di Napoli, competente per le indagini della Dda, che dopo l’assegnazione del fascicolo sarà chiamato a decidere sulla richiesta di misura cautelare entro i termini previsti dalla legge, indicativamente nell’arco di una ventina di giorni
CASAPESENNA – In data 8 luglio 2026 a Casapesenna, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo del Pubblico Ministero – emesso da questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 soggetti individuati quali esponenti dell’associazione camorristica denominata clan dei casalesi – fazione Zagaria ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere di stampo camorristico”, “pubblica intimidazione con uso delle armi”, “illecita concorrenza con violenza o minaccia”, “estorsione”, “violenza privata”, “porto e detenzione di armi e materiale esplodente”.
Il provvedimento precautelare, adottato in via d’urgenza nelle more della conclusione delle attività investigative, si è reso necessario alla luce della crescente escalation delle condotte aggressive riscontrate. L’attività investigativa, sviluppata anche mediante attività tecniche, ha consentito di accertare che il sodalizio criminale, nell’ottica di consolidare e rafforzare il proprio potere sul territorio, ha continuato a esercitare un ruolo di rilievo nella gestione di interessi economici illeciti.
Nel corso delle investigazioni è stata dimostrata la rinnovata capacità organizzativa del clan attraverso una struttura composta sia da affiliati storicamente inseriti nel medesimo contesto mafioso, sia da nuovi sodali in costante ascesa all’interno dell’organizzazione criminale.
Le attività investigative hanno anche fatto emergere una improvvisa e significativa recrudescenza delle azioni delittuose, caratterizzate da un elevato livello di violenza e tali da alimentare un diffuso allarme sociale. In questo contesto si inseriscono i gravi episodi intimidatori verificatisi nei mesi di febbraio e marzo, quando l’abitazione di un cittadino marocchino residente a Casapesenna è stata prima raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco e successivamente bersagliata da un attentato dinamitardo. Analoghe azioni sono state rivolte anche contro due attività commerciali del territorio, una pizzeria e una cornetteria, entrambe colpite da attentati con ordigni esplosivi.
Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire episodi di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso nel settore delle onoranze funebri. In particolare, il titolare di un’impresa funebre sarebbe stato costretto, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare all’organizzazione di un funerale in favore di un’azienda riconducibile al clan e a consegnare a quest’ultima anche le somme già ricevute dai familiari del defunto in virtù dell’incarico conferitogli.
Infine, grazie alle attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, è emersa la disponibilità, da parte dell’organizzazione criminale, di armi ed esplosivi utilizzati come strumenti di intimidazione e di controllo del territorio, sia per assoggettare la popolazione e gli operatori economici, sia per pianificare ed eseguire azioni delittuose funzionali alle strategie del clan.
Il 9 Luglio, il GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, sebbene non abbia convalidato il fermo, ha ritenuto comunque sussistenti i presupposti cautelari, disponendo nei confronti degli 8 indagati l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
