Cocaina in centro e un coltello in casa: 56enne arrestato si “salva” dai domiciliari
9 Gennaio 2026 - 18:08
MADDALONI – Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Vecchiarelli, ha convalidato l’arresto di Mario Mandato, 56enne di Maddaloni, ma non ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di applicare gli arresti domiciliari. Al suo posto, il giudice ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione due volte al giorno alla Polizia.
L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Liguori, dovrà quindi presentarsi due volte al giorno presso gli uffici di Polizia. Il procedimento penale per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio prosegue.
L’uomo era stato fermato dalla Squadra Volante del Commissariato di Maddaloni nella serata del 6 gennaio scorso. Gli agenti lo hanno sorpreso a bordo della sua auto, ferma con i fari spenti in via Sena. Secondo la ricostruzione, al loro avvicinarsi, Mandato avrebbe compiuto un gesto repentino, lanciando sotto il pianale della vettura un involucro di cellophane. All’interno è stata rinvenuta cocaina, per un peso di quasi 20 grammi.
Durante le perquisizioni che ne sono seguite, nella sua abitazione è stata inoltre trovata una busta contenente circa 12 grammi di una sostanza vegetale verdastra, sospettata di essere marijuana, insieme a un manganello telescopico e un coltello a serramanico.
In sede di convalida, il giudice ha ritenuto gravi gli indizi di colpevolezza riguardo alla cocaina, considerando il quantitativo, il tentativo di occultamento e il comportamento aggressivo tenuto dall’uomo durante l’arresto. Per la sostanza vegetale, invece, la magistrata ha rilevato l’assenza di prove analitiche sulla sua effettiva natura stupefacente, soprattutto alla luce di una ricevuta di acquisto di CBD (cannabidiolo, legale) prodotta dalla difesa. Per questo capo d’accusa, la richiesta di misura cautelare è stata rigettata.
Considerati i precedenti specifici dell’uomo per reati di droga, il giudice ha ritenuto sussistenti i pericoli di fuga e di reiterazione del reato. Tuttavia, valutando la personalità dell’indagato e l’effetto deterrente già prodotto dall’arresto, ha giudicato sufficiente l’obbligo di presentazione alla Polizia, ordinando contestualmente la sua immediata liberazione.
