Il mega-fotovoltaico della discordia: espropri imminenti. Proprietari terrieri in subbuglio. Supino: «Diffida alla Regione»
17 Luglio 2026 - 16:46
La Regione avvia l’iter per l’impianto agrivoltaico da 14mila kWp. Informazione affidata solo all’albo pretorio: cittadini spalle al muro, hanno tempo fino al 26 luglio per opporsi
VAIRANO PATENORA / MARZANO APPIA / CASERTA / NAPOLI (di Elio Zanni) – «Ci vogliono rovinare. È gravissimo, rischiamo di perdere o veder compromettere la piena fruibilità delle nostre terre. Di questo progetto e della relativa delibera non abbiamo avuto alcuna informazione diretta a livello locale: tutto è rimasto confinato tra gli adempimenti formali di pubblicazione nell’Albo pretorio». È un grido d’allarme corale quello dei proprietari terrieri dell’Alto Casertano, oggi mobilitati di fronte alle procedure di esproprio e asservimento coatto avviate dalla Regione Campania. Al centro della vicenda vi è l’iter per la realizzazione di un impianto agrivoltaico proposto dalla società privata E-WAY Sun Srl, che prevede l’installazione di pannelli solari e le necessarie opere di connessione alla rete elettrica nazionale presso la stazione Enel di San Martino, situata a Marzanello.
In nome della santa “pubblica utilità”

La notizia, rimasta finora fuori dai radar del dibattito politico e della cronaca locale, riguarda un progetto per un impianto da 14.489 kWp che sorgerà fisicamente in via Filetta, nel territorio di Marzano Appio, del sindaco Andrea Terranova. I cavi di collegamento però, dovranno giocoforza attraversa il territorio di Vairano per raggiungere l’avveniristica cabina rifasamento, misura, smistamento e distribuzione ubicata nella frazione Marzanello. Sebbene l’agrivoltaico preveda (teoricamente) la coesistenza tra produzione energetica e attività agricola, a preoccupare fortemente i residenti sono appunto le indispensabili opere di connessione (cavi, cabine ed elettrodotti) destinate a tagliare trasversalmente il territorio di Vairano Patenora retto dal Sindaco Stanislao Supino, in particolare la frazione di Marzanello; punto di approdo della dorsale elettrica. Per queste aree è stato, infatti, avviato l’iter finalizzato all’apposizione del cosiddetto “vincolo preordinato” all’esproprio o all’asservimento coatto (come il passaggio di linee interrate o aeree), a fronte di indennità calcolate secondo i parametri di legge.
Un capolavoro di burocrazia silente
A sollevare le proteste più accese sono le modalità di pubblicità della procedura. Dal punto di vista strettamente formale, la Regione ha seguito l’iter previsto dalle norme, disponendo la pubblicazione dell’avviso sull’Albo Pretorio dei Comuni di Marzano Appio e Vairano Patenora per trenta giorni consecutivi. Comunque sia, come evidenziano i cittadini coinvolti, si tratta di «una modalità di comunicazione digitale che raramente intercetta l’attenzione del cittadino comune, traducendosi nei fatti in un deficit di informazione sostanziale per la comunità locale».
-10 Già partito il conto alla rovescia

I tempi per agire sono strettissimi: l’avviso è stato pubblicato il 26 giugno e il termine per presentare osservazioni e opposizioni scadrà il prossimo 26 luglio 2026. Meno di un mese per analizzare le carte e tutelare i frutti di anni di lavoro. Il timore dei proprietari è che i vincoli connessi alle opere di rete possano compromettere la vocazione agricola e lo sviluppo di aree coltivate a oliveti, castagneti e noccioleti, nonché di lotti destinati all’espansione urbanistica. Tra i soggetti interessati dai piani di esproprio e asservimento figurano anche l’ex sindaco di Vairano Patenora, Bartolomeo Cantelmo, e la professoressa e archeologa Carmen Autieri che per prima ha dato la svegliala al territorio. É stata avvertita della cosa anche Coldiretti che si metterà immediatamente in moto.
«Ho appreso di questo progetto per puro caso solo qualche giorno fa – dichiara Autieri – Si tratta di un intervento dal forte impatto sul territorio che avrebbe meritato percorsi di partecipazione pubblica e un’informazione capillare, ben oltre la pur legittima pubblicazione formale sull’Albo pretorio. Secondo le prime verifiche, il piano di esproprio andrebbe a interessare aree non isolate, ma lotti già inseriti in contesti urbanizzati, determinando vincoli di inedificabilità. Riteniamo che vi sia un potenziale contrasto con le previsioni del Piano urbanistico comunale (Puc), con il rischio di frenare lo sviluppo ordinato della frazione di Marzanello e di Vairano senza che vi sia stato un preventivo confronto con la cittadinanza».
Le verifiche tecniche e la mobilitazione
L’esame preliminare delle planimetrie e dello schema d’impatto orografico descrive un tracciato esteso. Secondo i comitati dei proprietari che si stanno costituendo in queste ore, alcune delle aree interessate dal passaggio dei sottoservizi presenterebbero inoltre criticità sotto il profilo idrogeologico, con potenziale sovrapposizione con le aree a rischio del Vallo. Per questo motivo, i proprietari terrieri si sono attivati d’urgenza. Rinunciando a ferie e impegni familiari, si stanno riunendo per richiedere l’accesso formale agli atti, analizzare i dettagli del progetto con il supporto di legali e tecnici specializzati e redigere le memorie di opposizione prima della scadenza dei termini.
Resta il rammarico dei residenti per un’operazione percepita come calata dall’alto a causa della mancanza di un dibattito preventivo. Su questo fronte, pur nel pieno rispetto della regolarità formale degli atti regionali, i cittadini proprietari terrieri evidenziano come l’amministrazione comunale avrebbe dovuto favorire una maggiore partecipazione.
La posizione di Supino: «Diffida alla Regione ricorso al Tar»

Chiamato in causa, il primo cittadino di Vairano respinge però le accuse di immobilismo e sposta l’asse delle responsabilità, dichiarando l’ente da lui guidato come parte lesa: «Questo impianto non è del Comune di Vairano. Quindi noi, tra le altre cose, subiamo questa cosa perché l’impianto è nel Comune di Marzano Appio. Tutta la parte degli asservimenti passerebbe per il Comune di Vairano perché deve arrivare a una sottostazione elettrica che è nel tenimento di Vairano, precisamente a Marzanello. Il Comune è assolutamente vittima di questa vicenda, non attore. E non essendo attore non abbiamo avuto la possibilità di promuovere assemblee pubbliche o un confronto pubblico».
Il Sindaco annuncia quindi una linea di dura opposizione legale contro il provvedimento della Regione Campania per tutelare il territorio: «Stiamo facendo una diffida alla Regione, perché siamo contrari a questo iter e, nel momento in cui non venisse accolta in autotutela, faremo anche ricorso al Tar. Non siamo d’accordo con questo asservimento dei terreni».
Supino rivendica poi il precedente operato del Comune in situazioni analoghe, sottolineando la differenza di approccio quando l’amministrazione ha avuto reale potere decisionale: «Non eravamo d’accordo neanche nel momento in cui un impianto fotovoltaico importante, un po’ più piccolo, era stato impiantato nel Comune di Vairano. Tant’è vero che in quel caso, essendo noi i protagonisti e gli attori, abbiamo concordato con la ditta di togliere tutti gli asservimenti e di passare tutte le infrastrutture sulla via pubblica, in modo che i cittadini non avessero nessuno nocumento da questo impianto. Per finire, ma ne riparleremo ancora, sto preparando proprio una lettera di diffida all’ufficio regionale competente per evitare questi asservimenti».
La sfida: un “nemico” comune. Funzionerà?
Dunque, giornalisticamente parlando, vista la disponibilità del sindaco, verrebbe da dire che le arti in gioco si trovino di fronte a un nemico burocratico comune e a tempi che stringono drammaticamente, la strada più efficace sembra essere ora quella di unire le forze. Solo un’azione sinergica e compatta, che veda l’amministrazione comunale e il Comitato dei proprietari terrieri muoversi sul medesimo fronte legale e istituzionale, potrà dare la forza necessaria alle memorie di opposizione per bloccare o modificare drasticamente (utilizzando magari le strade pubbliche per le dorsali interrate) i piani di esproprio e costringere la Regione a fare un passo indietro. Seguiremo attentamente l’evolversi della situazione.
