CASERTA. Stamattina la conferenza dell’avvocato Iannotti per le prossime comunali:”Nessuna autocandidatura, ma mi metto al servizio della città…”

17 Luglio 2026 - 17:52

CASERTA (pm) «Oggi non nasce una candidatura, oggi nasce una sfida per la nostra città». Con queste parole, di fronte a una platea gremita che ha riempito la sala conferenze dell’Hotel Cavalieri nonostante il caldo torrido, il noto avvocato penalista casertano ha rotto gli indugi. Il professionista ha formalizzato la propria disponibilità a guidare una coalizione civica e trasversale, nata per aggregare le migliori energie produttive e professionali della città oltre i tradizionali steccati partitici (tanto da aver già incassato, nei giorni scorsi, il “no” preventivo e bipartisan di alcuni apparati politici scopertisi puristi). Un passo in avanti che il penalista 52enne ci tiene subito ad affrancare dalle classiche liturgie della politica: «L’espressione mi candido la usano i primi della classe o chi ha gli apparati dietro. Io offro una disponibilità di servizio alla mia città, e sarà un impegno a termine».

Il cuore del discorso tocca le corde dell’orgoglio e del ricambio generazionale. Richiamando il passato di una Caserta che definisce «un gioiellino, una bomboniera, la vera alternativa alla qualità della vita di Napoli», l’avvocato ha posto una riflessione amara sul presente, tra buche, degrado e scarsa attrattività.

«A una certa età scatta un obbligo di restituzione nei confronti dei nostri genitori. Loro mi hanno lasciato una città bellissima, io mi chiedo cosa sto lasciando a mia figlia. Non possiamo rassegnarci all’idea che il degrado sia ineluttabile. Dobbiamo organizzare la riscossa». Una scelta che ha comportato anche un sacrificio personale, come confessato dal legale, che per questa sfida ha deciso di frenare anche l’espansione del proprio studio professionale, rinunciando a lusinghe milanesi per rimanere a combattere sul territorio.

Uno dei passaggi più netti ha riguardato la temporaneità del ruolo politico. Nessuna intenzione di trasformare l’amministrazione in un mestiere: «Inizierò la sindacatura a 53 anni, se i casertani lo vorranno. Se mi premieranno per un secondo mandato, a 63 anni tornerò a fare il mio lavoro di avvocato penalista. Su presunte incompatibilità o critiche sono pronto a rispondere subito ai giornalisti, senza zone d’ombra».

UN MOMENTO DELLA CONFERENZA DI STAMATTINA

Il metodo: nasce il “Progetto Caserta”

Bocciata la prassi dei programmi scritti a porte chiuse da pochi intimi — definiti «libri dei sogni che lasciano il tempo che trovano» —, Iannotti spiega che la sua proposta si concentra su un metodo di condivisione e su una programmazione a lungo respiro, con un orizzonte a dieci anni (fino al 2037). Il cronoprogramma per i prossimi mesi sarebbe già delineato:

Settembre e Ottobre: Una fitta campagna di ascolto con le forze produttive e sociali del territorio (Unione Industriali, Confcommercio, Ance, parrocchie, terzo settore) e un confronto serrato con le forze dell’ordine per affrontare l’emergenza sicurezza. Da ogni incontro nasceranno dei “cantieri tematici” permanenti.

Ottobre e Novembre: La fase della concretezza. I dati raccolti verranno incrociati con i numeri reali del bilancio comunale e con i bandi di finanziamento regionali, nazionali ed europei. «Diremo ai casertani con trasparenza cosa si può fare subito e cosa richiede più tempo. Non venderemo illusioni».

…oltre la destra e la sinistra

L’obiettivo dichiarato è unire le migliori competenze della città su temi concreti e quotidiani: decoro urbano, verde pubblico, digitalizzazione dei servizi, turismo, commercio e trasporti. Sfide che, secondo Iannotti, non hanno colore politico. L’ambizione più grande resta però quella di fermare la “sindrome della camera da letto vuota“, ovvero la fuga dei giovani e delle migliori energie del territorio: «Vogliamo che un giovane non sia costretto a partire per costruire il proprio futuro e che gli imprenditori possano investire in un perimetro certo di regole amministrative». «Una città non rinasce grazie a un uomo solo, ma quando un’intera comunità si ritrova intorno a un progetto», ha concluso l’avvocato, salutando la platea con un appello alla partecipazione: «Da oggi finisce la stagione della rassegnazione e inizia il tempo del coraggio».