ESCLUSIVA CASERTANA. Vi spieghiamo punto per punto qual è (forse) il problema che frena il Comune dal dare il via libera ai lavori del nuovo stadio. Si rischia di non iscrivere la squadra al campionato
25 Maggio 2026 - 12:01
I 55 milioni di Deutsche Bank, la disponibilità di Conpat e la vicenda del “solito” Franco Biondi che a Ciuffarella disse…
CASERTA (G.G.) – Cerchiamo di spiegare questa vicenda dello stadio Pinto e di quello che, a quanto si dice, sarebbe il problema che induce ancora oggi il Comune di Caserta a non dare il via libera a quella sorta di convenzione che permetterebbe alla società Caserta Stadium Srl, partecipata al 66% da L’assetto societario, rimodulato a seguito del subentro del Consorzio Conpat – detentore del 66% delle quote – vede la partecipazione di Casertana Stadium al 20%, di Aurora Stadium al 10% dell’imprenditore ciociaro Ciuffarella e del Consorzio Santa Rita al 4%, di attivare una procedura finalmente operativa e un cronoprogramma per la costruzione del nuovo stadio Pinto. Sicuramente un problema che frena la commissione straordinaria è costituito dalla solita idea sospetta manifestata a suo tempo dall’ugualmente solito ingegnere Franco Biondi quando questi era a capo dell’80% delle aree di gestione del Comune di Caserta. Allora la maggioranza di Caserta Stadium era nelle mani del citato Ciuffarella. Quando Biondi lesse, tra gli obblighi della società tra l’imprenditore ciociaro e la Casertana, quello della costruzione dei nuovi campi da tennis e degli impianti del Tennis Club Caserta, costretto a cambiare sede per effetto dei lavori del nuovo stadio, formulò una delle sue proposte. In pratica disse: caro Ciuffarella, non ti preoccupare, voi sborsate il milione e mezzo dei lavori facendoli affluire nelle casse del Comune e io (e ti pareva) provvedo alla procedura per una gara d’appalto di pari somma per realizzare i nuovi impianti del TC Caserta in zona ex Saint Gobain.
A quanto trapela da ambienti vicini alla Caserta Stadium, sarebbe questo il problema sul quale la commissione straordinaria che amministra il comune capoluogo vorrebbe vederci chiaro. Ma da allora molte cose sono cambiate – e in maniera sostanziale – nell’assetto della società costituita per costruire il nuovo stadio.
Il Consorzio Aurora non è più titolare della maggioranza delle quote, limitandosi al 10% delle stesse. Al suo posto è entrato un consorzio specializzato in grandi lavori, Conpat, e oggi Caserta Stadium ha già comunicato al Comune di essere pronta a qualsiasi soluzione. Può eventualmente provvedere in via diretta ai lavori del nuovo Tennis Club Caserta oppure versare la quota di un milione e mezzo di euro nelle casse del Comune affinché sia questo, come voleva fare l’ineffabile Franco Biondi, a realizzare questi lavori.
Ora, noi non possiamo escludere a priori che il ritardo con cui il Comune sta mettendo in difficoltà anche i piani del presidente D’Agostino possa essere legato anche ad altri fattori e vicende. Ma se il problema è quello dei campi da tennis e se questa cosa viene gestita alla luce del sole attraverso una manifesta disponibilità della Caserta Stadium di aderire sia all’ipotesi originale di realizzare i lavori dei campi da tennis, sia a quella modificata, ci chiediamo quale sia il motivo del traccheggiamento dei commissari. La circostanza è importante in quanto incide anche sul futuro sportivo della squadra.
A metà giugno, infatti, la Casertana dovrà versare circa un milione di euro per potersi iscrivere al prossimo campionato di Serie C. Ora la città non può chiedere ulteriori sforzi economici al presidente D’Agostino, che avrà anche qualche difetto, ma ha accumulato meriti indiscutibili tirando fuori soldi reali dalla propria tasca che lo hanno fatto valutare anche da noi una persona molto seria e appassionata.
D’Agostino si è sottoposto ad autentici salassi e, francamente, sarebbe un gran peccato mettere in difficoltà il presidente con una soluzione a portata di mano, con un fido della Deutsche Bank di 55 milioni di euro, pronto a essere immesso nel circuito della Caserta Stadium affinché il socio di maggioranza Conpat possa in maniera finalmente solerte partire con un cronoprogramma del cantiere.
La Casertana ha infatti il 20% delle quote di Caserta Stadium e potrebbe godere di un’anticipazione finanziaria autorizzata e propiziata dal socio di maggioranza Conpat per mettere a posto tutti gli obblighi finanziari legati all’iscrizione, per poi concentrarsi sulla stagione sportiva partendo dai calciatori legati al club da un contratto biennale. Se questo arcano provocato dal Comune di Caserta, che a questo punto deve spiegare quali siano le ragioni del suo ritardo, non si scioglierà, si rischia veramente di non vedere i falchetti, dopo il bellissimo campionato fatto e dopo essere riusciti a riaccendere l’entusiasmo in una città da troppi anni fredda rispetto alle sorti del club, ai nastri di partenza del prossimo campionato.
