Estorsioni e rapine, pena da ricalcolare per la donna del clan Fragnoli-Pagliuca

2 Febbraio 2026 - 11:25

La vicenda giudiziaria, dunque, resta aperta e tornerà ora all’attenzione dei giudici di merito

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MONDRAGONE – La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Laura Longobardi, detenuta in forza di più con danni definitive per associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti, estorsioni, partecipazioni ad associazioni mafiosa e reati in materia di armi, moglie dell’ex boss Antonio De Lucia, annullando l’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli che aveva dichiarato inammissibile l’istanza di applicazione della disciplina del reato continuato.

Il provvedimento impugnato era stato adottato dalla Corte partenopea in sede di rinvio, dopo un precedente annullamento disposto dalla Prima Sezione della Cassazione nel marzo 2025. In quell’occasione, la Suprema Corte aveva rilevato come il giudice dell’esecuzione non avesse adeguatamente motivato il diniego del riconoscimento dell’unicità del disegno criminoso, soprattutto alla luce del fatto che lo stesso vincolo era stato riconosciuto per due coimputati coinvolti nei medesimi fatti.

Nonostante ciò, la Corte d’Appello di Napoli aveva nuovamente respinto l’istanza, ritenendola reiterativa e quindi inammissibile. Decisione che la Cassazione ha ora censurato, ritenendo fondato il primo motivo di ricorso.

Secondo la Suprema Corte, il giudice del rinvio ha violato l’articolo 627 del codice di procedura penale, ampliando indebitamente il thema decidendum e discostandosi dal perimetro tracciato dalla sentenza rescindente. Il giudice del rinvio, infatti, è tenuto a uniformarsi ai principi di diritto fissati dalla Cassazione e non può riesaminare profili di inammissibilità o nullità già superati.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento dell’ordinanza impugnata, con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione, per un nuovo esame.