Giovane maresciallo casertano si toglie la vita. La Procura sequestra i telefoni: si indaga per istigazione al suicidio

4 Maggio 2026 - 13:59

Attesi anche i risultati dell’autopsia, mentre la famiglia chiede di essere ascoltata ed esclude un gesto senza cause esterne

CURTI – Ci sono delle novità sulla morte di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri di 25 anni originario di Curti, nel Casertano, trovato senza vita il 22 aprile scorso a La Spezia, città in cui era in servizio.

La pubblico ministero Monica Burani, che coordina l’inchiesta, ha disposto il sequestro sia del telefono personale sia di quello di servizio del militare. Una decisione considerata cruciale per analizzare nel dettaglio contatti, messaggi e ogni possibile elemento utile a ricostruire le circostanze del decesso.

Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione soprattutto sull’ipotesi di istigazione al suicidio, avanzata dai familiari del giovane. In questa direzione, la Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e ha avviato ulteriori accertamenti tecnici sui dispositivi acquisiti.

I genitori del 25enne, assistiti dai legali Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno chiesto di essere ascoltati dagli inquirenti. Sostengono di poter offrire informazioni rilevanti, basate sulle conversazioni frequenti avute con il figlio, che potrebbero contribuire a chiarire il contesto in cui si è consumata la tragedia.

Resta inoltre attesa la relazione dell’autopsia, ritenuta un passaggio fondamentale per fare piena luce sulla vicenda.

Nel frattempo, la famiglia continua a respingere con decisione l’ipotesi di un gesto privo di cause esterne. Il padre Michele, colonnello dell’Esercito, descrive il figlio come un giovane determinato, con obiettivi chiari e il desiderio di intraprendere la carriera da ufficiale dei carabinieri attraverso l’Accademia militare, un progetto che – secondo i familiari – non sarebbe compatibile con un gesto inspiegabile.